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sabato 21 luglio 2018

Le vacanze.... un momento particolare...



L'estate è un momento di bilanci per me, perché rappresentano la fine di un ciclo, come se durante questo periodo le vacanze fermassero il tempo. 
Si cercano posti freschi, o luoghi dove si possa fare un bagno in mezzo alla natura… 


Insomma si desidera trovare un luogo o un modo per potersi rilassare escludendo la frenesia della vita quotidiana.  

A me personalmente basta davvero poco per sentirmi in ferie... non mi servono spiagge bianche e palme enormi che fanno ombra anche ai più temerari e patiti dell’abbronzatura; ritengo la vacanza un piccolo viaggio, un percorso che mi avvicina a luoghi che non ho ancora visto oppure semplicemente pensare a qualcosa che mi piacerebbe fare e quindi cercare gli strumenti giusti per poter realizzare le mie idee.

Mi sento in “viaggio” anche quando leggo tanto e questo succede spesso durante il periodo estivo, più che d’inverno, come se dovessi immagazzinare tante informazioni per poi utilizzarle quando il freddo diventa pungente e ci costringe a coprirci alla ricerca di un po’ di calore.
L’inverno ci fa accoccolare vicino a chi ci ama oppure ci fa raccogliere le idee. Inoltre volete mettere scrivere o leggere davanti ad una cioccolata calda e una fetta di torta? Non è comunque una vacanza o un viaggio?

Questi sono i miei modi di viaggiare per tutte le stagioni, forse un po’ sedentari o scontati, ma fanno parte del mio mondo interiore, fanno parte di me.

Insomma che dire ancora? Buone vacanze a tutti!

Giulia

mercoledì 20 giugno 2018

Tutte le amicizie che ho... di Giulia De Nuccio


Tutte le amicizie che ho…
di Giulia De Nuccio


Spesso mi è capitato di pensare che la vita sia come un grande palcoscenico, una messa in scena unica dove noi siamo dolo dei burattini che eseguono ciò che ci viene imposto. Tuttavia nel mio essere artista cerco di ribellarmi a questa visione pessimista della vita e penso che ognuno di noi debba sentirsi libero di essere quello che vuole.
Ho letto tanti libri e quindi ho viaggiato molto. Le storie contenute in essi mi hanno fatto divertire, emozionare ed arrabbiare. Però mi sono serviti , perché hanno arricchito la mia mente, la mia scrittura e le mie storie. Due in particolare mi hanno colpito. Non farò una recensione, perché ho deciso che scrivere articoli su ciò che percepisco è molto meglio che recensirli. Ad ogni modo, due storie mi hanno incuriosito ed entrambe sono storie di amicizia, amori, di passato e futuro, aspettative e desideri.  Storie dove nonostante il tempo i sentimenti permangono, dove gli uomini (inteso come genere umano) hanno il coraggio di cambiare insieme, prendere in mano la loro vita, capovolgerla e farla scivolare via come fosse uno sciroppo dolce e colorato.
Anche io ho sempre desiderato far parte di un gruppo,  ricordare con nostalgia le scorribande con le amiche, gli aneddoti ridicoli di quando si hanno solo quindici anni. Tuttavia non ho molti ricordi a riguardo, forse perché non ho mai fatto parte veramente di un gruppo nonostante io abbia avuto numerose conoscenze.  Non parlo degli “amici di passaggio”, tipo quelli estive. Parlo di amicizie vere, quelle che rimangono nel tempo e non si slegano mai. Purtroppo tutto questo succede spesso solo nei libri, nelle storie inventate e nei film. Ma è bello sognare, è bello sperare che un giorno qualcosa di simile possa accadere veramente.
I libri sono viaggi incredibili ed io non smetterò mai di viaggiare, non smetterò mai di sognare e progettare una vita migliore di quella che sto vivendo adesso, non smetterò mai di sognare le amicizie che verranno e rimarranno davvero nel  mio cuore.

Giulia

venerdì 27 aprile 2018

La vita è reale, non è un sogno… di Giulia De Nuccio


La vita è reale, non è un sogno…
di Giulia De Nuccio


Quando ho deciso di intraprendere questa strada, quella del blog e dell’arte (e di una vita non semplice), non l’ho fatto a cuor leggero, ci ho pensato molto e ho cercato in me il coraggio di camminare lungo un percorso tortuoso.
Le persone che mi hanno dato man forte, che mi hanno detto di seguire ciò che realmente sono si possono contare sulla punta delle dita. Tuttavia, falsi consigli e false raccomandazioni buoniste non sono mancate.

Non considero le volte che mi è stato detto: “l’arte è un hobby; il lavoro vero è un altro, è fatica perché per vivere devi faticare e sopportare”. Oppure durante gli anni in cui ho svolto un lavoro “normale” mi sono sentita dire che dovevo subire perché il mondo funziona così, perché le mie stesse colleghe avevano subito angherie dettate da una società sbagliata dove lavoro significa sottomissione e sacrificio per pochi, senza alcuna riconoscenza né morale né materiale per molti altri.

L’arte NON  è un hobby, non deve essere solamente questo. E’ un mestiere nobile,  purtroppo danneggiato da  un mondo che sta diventando marcio per colpa di una manciata di persone che lo reputano solamente come un’azienda a catena di montaggio.

Ho scelto una via difficile e ho parecchie persone contro, ma io credo che il compito degli amici, della famiglia o di qualsiasi persona che ci sta vicino, non sia quello di giudicare e affossare le aspirazioni altrui, ma di aiutare e supportare.

Se non riesco a realizzare ciò che desidero non è perché non mi impegno abbastanza, non è perché non sono in grado di fare, ma perché la società rema contro a persone che vogliono solo essere libere di guadagnare secondo le proprie attitudini naturali.

Per anni mi sono sentita in dovere di fare un lavoro che non era per me e per anni ho subito più volte angherie ed ingiustizie lavorative.

Voglio il mio riscatto, voglio la mia vita e l’avrò.

Questo è ciò che sento e questo è ciò che sono determinata a fare.

Un saluto “coraggioso” a tutti,
la vostra blogger,

Giulia


giovedì 22 marzo 2018

Anni che arrivano ed anni che passano... di Giulia De Nuccio


Anni che arrivano ed anni che passano...
Di Giulia De Nuccio

E’ proprio vero che la nostalgia si trasforma in una canaglia quando si invecchia o (per i ben parlanti) si cresce. In questo periodo mi è capitato di incontrare dopo un ventennio (accidenti quanto tempo è passato!) una mia compagna di classe e con lei sono riaffiorati tanti ricordi, alcuni buoni altri meno.
Sono stata un’adolescente ribelle a parole, ma non nei fatti. Ero spaventata dal trasgredire le regole perché non mi sentivo sicura e poi mi avevano insegnato che si doveva ascoltare chi ne sapeva di più. 
Insomma non andavo in discoteca di nascosto, non fumavo sostanze illecite e non mi cambiavo appena uscita di casa, forse ero un po’ noiosa lo ammetto, ma ero una ragazza semplice che desiderava solo stare con le sue amiche e un giorno ridere insieme a loro attraverso strambi racconti del passato.

Tuttavia mi sono venuti in mente ricordi esilaranti nella loro semplicità, per esempio la mia insegnante di Italiano del biennio che nonostante fosse una fan sfegatata di Alessandro Manzoni, non era capace di pronunciare il suo nome correttamente, forse aveva sempre fame o per lei l’autore era particolarmente attraente visto che lo chiamava “Il Manzone”...
Come non ricordare inoltre quando entrava l’insegnante di tedesco, un gendarme impassibile ed inespressivo tanto temuto che persino le “secchione” della classe pregavano di non essere interrogate.

Se scrivo, amo l’arte e ho creato questo blog lo devo anche alla mia insegnante di Italiano dell’ultimo anno: quello della maturità. Ai tempi non me ne sono resa conto subito, ma lei la mitica Carla Magnoni, mi ha fatto scoprire lo studio della letteratura e del teatro. Con lei per la prima volta sono stata in un teatro a vedere uno spettacolo moderno (“Antigone del professor Rej”), è stata l’unica a regalarmi una poesia che ho ancora appesa sulla parete di casa ovvero “Itaca” di Costantino Kavafis... Un augurio di buon viaggio... mai dono fu più azzeccato; il viaggio in ogni sua sfaccettatura è stato per me una costante di vita.

Erano gli anni novanta... anni passati che vivono ancora e si ripresentano sotto forma di ricordi che arrivano e passano...

Che dire ancora?

Un saluto “canaglioso” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia


venerdì 16 febbraio 2018

Cara Ambramarie... di Giulia De Nuccio

Cara Ambramarie...

(di Giulia De Nuccio)


Cara Ambramarie,

Queste parole sono dedicate a te, come si faceva una volta quando si usava la carta da lettere con le buste coordinate e si stava attenti a non sbagliare perché altrimenti si buttava via il foglio. Le cose più belle di quel periodo erano l’attesa di una risposta e la sorpresa di trovare una busta colorata, scritta con sentimento nella buca delle lettere.
Questa lettera sarà virtuale, ma ti chiedo di immaginare una lettera fisica con l’odore dell’inchiostro fresco che ne completa il disegno.
Ti chiederai perché ti sto scrivendo e cosa voglio dire...
Innanzitutto voglio dirti “Grazie” perché ho riscoperto un’artista, forse fragile, ma sinceramente amorevole nei confronti dell’arte.
Con te ho riscoperto anche il piacere di ascoltare la musica così com’è, voce chitarra e verità, senza artifizi digitali.

Qualche giorno fa io e Davide - il mio compagno di vita e di avventure - siamo tornati a sentire le tue canzoni in un luogo storico per il nostro territorio, piccolo, accogliente e bello (Il birrificio italiano di Lurago Marinone). 
Eravamo proprio lì ad un passo dal palco dove tutto diventa bello e maestoso, poi ad un certo punto della serata hai raccontato un piccolo aneddoto, sei scesa dal rialzo e ti sei intrufolata tra la gente sedendoti vicino a tutti noi. Hai cantato “Scritta col veleno” senza microfono e con naturale talento, accompagnata dalle amorevoli note della chitarra di Michele...
Io mi sono accovacciata come fossi una bambina che guarda qualcuno di grande fare qualcosa di bello e difficile, ma che vuole imparare ed emozionarsi. Una piccola lacrima ha invaso il mio volto roseo e tondo.

A fine serata sia io che Davide abbiamo avuto l’audacia di avvicinarci a te, con grande nostro stupore hai riconosciuto i nostri volti, un po’ stanchi e con occhiaie vissute; ci hai abbracciato davvero come se fossimo amici da sempre, da un’ eternità.

Non mi resta che dirti ancora “Grazie”, una parola o forse un gesto che amo fare perché racchiude tutto un mondo pieno di sentimento.


Un grazie speciale va anche al locale e a Luca Ghioldi che ha aperto magistralmente la serata cantando una canzone bellissima Falling slowly colonna sonora di Once, un grazioso film che dovete assolutamente vedere...


A presto Ambra,
un abbraccio...

Giulia


martedì 6 febbraio 2018

ESPRIMERE, COMUNICARE, CONDIVIDERE... di Giulia De Nuccio

ESPRIMERE, COMUNICARE, CONDIVIDERE...
di
Giulia De Nuccio


Poco fa ho seguito l’intervento di una giornalista e scrittrice durante un noto talent show ovvero Concita De Gregorio... 
Ammiro il modo di parlare di questa persona e ciò che esprime attraverso le sue parole.
La De Gregorio ha detto ciò che io vado ripetendo da anni, purtroppo però non avendo una popolarità così forte, non ho mai avuto questo gran seguito, ad ogni modo noi nasciamo con il desiderio di far vedere chi siamo, di donare un segno. 

Credo sia nella natura dell’essere umano voler lasciare traccia del proprio passaggio, in ogni luogo si trovi o situazione.
Quando andiamo in vacanza fotografiamo quel particolare luogo oggetto o persona che ci ha colpito e lo condividiamo sui social (ormai la pellicola si è “depopolarizzata”), lasciamo la nostra personale impronta al pubblico di un preciso ricordo.
Ricordo quando frequentavo il mondo teatrale e mi capitava di recitare, una volta salita sul palco le parole non si fermavano, uscivano dalle mie labbra con l’intenzione che io avevo deciso di dare, ma non ero io a parlare davvero, era ciò che rappresentavo in quell'istante, tuttavia comunicavo qualcosa a chi non sapeva assolutamente chi fossi, lasciavo la mia piccola traccia nei ricordi di qualche sconosciuto. Andavo a pescare il sentimento che serviva per quel personaggio anche se io non ero abituata a comportarmi in quel modo,  volevo comunicare quel sentimento, mostrarlo e raccontarlo.
Qualcuno potrebbe chiamarla “megalomania”, non è del tutto sbagliato poiché questo sentimento è insito nell’animo umano, però oltre a questo aspetto io trovo che ci sia anche la voglia di comunicare qualcosa, di raccontare una storia anche attraverso le parole di qualcun altro.
L’arte è comunicazione, espressione e condivisione. Nella mia piccola dimensione io voglio fare arte davvero, comunicare, esprimere e condividere; qualcuno lo definirebbe un sogno, altri un’utopia, a me piace chiamarlo obiettivo da raggiungere.

Che dire ancora? Forse nulla, un saluto può bastare?

Grazie per aver letto ancora una volta le mie parole e per aver dedicato un pezzettino del vostro tempo alla condivisione di una piccola comunicazione.

Un saluto artistico a tutti,


Giulia

lunedì 22 gennaio 2018

Scomparire o restare... di Giulia De Nuccio

Scomparire o restare...
di
GIULIA DE NUCCIO


Ci sono domande che spesso non hanno alcuna risposta se non quella che si desidera dare e forse questo è valido per chi resta per sempre ancorato ad un luogo o ad una situazione...
Con questa affermazione non voglio sembrare “marzulliana”, però vorrei riflettere circa un fenomeno che mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo ovvero:

“Cosa spinge una persona a sparire nel nulla? E’ un atto volontario o coatto?”

Quante volte anche noi comuni mortali abbiamo desiderato di fuggire e non lasciare traccia perché il luogo dove viviamo non ci appaga o addirittura ci ostacola? Io onestamente moltissime, poi ovviamente tra il pensiero e la realizzazione la strada è davvero lunga, tuttavia perché non accarezzare l’idea?

Molte persone si sono allontanate volontariamente perché in qualche modo costrette da una situazione familiare o sociale assolutamente insostenibile e spesso pericolosa; in questo caso la linea che delimita la volontà dalla costrizione è davvero sottile, poiché è vero che ci si allontana creando una nuova vita e cancellando l’altra volontariamente, ma alla fine la motivazione che spinge un individuo a compiere un atto così drastico si può davvero considerare innaturale, come la società pensa che sia?

Le domande che mi pongo sono davvero tante, forse non ci sono risposte abbastanza argute per poter essere chiari e precisi, però io vorrei provare a fare una mia riflessione su questo argomento.

Spesso la “gente” vuole solo cancellare ciò che il passato le ha inflitto e la maggior parte delle volte non c’è altra soluzione che andare via sparendo da un luogo e creare una nuova esistenza in un altro posto lontano e sperduto. Ciò che per questi individui è fondamentale è che i due mondi non devono mai più incontrarsi né devono per nulla al mondo avere un collegamento. Credo che sia nel pieno diritto dell’essere umano scegliersi la vita che più gli aggrada anche se questo vuol dire cancellare qualcos’altro.

La situazione invece per me più inquietante è quando la sparizione è assolutamente involontaria, è incredibile come qualcuno possa decidere per noi in modo così assoluto. Quante persone sono scomparse nel nulla e beffardamente non hanno lasciato alcun indizio? Questo è veramente raccapricciante, nessuno dovrebbe avere il potere di farci allontanare in maniera coatta, costringendoci a vivere una vita che non vogliamo o che addirittura ci infligge ciò che più ci fa paura, come la morte fisica o spirituale. Si può morire in molti modi, spesso quello peggiore è la morte nei ricordi di chi cerca di ricordare, ma non ci riesce più.


Che dire ancora?

Scomparire o restare? E’ solo una questione di scelta...

Un abbraccio a tutti!

Giulia