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Una lettera del "futuro" al "passato"... di Giulia De Nuccio

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo curioso, difficile e divertente allo stesso tempo. Una giornalista (che conoscono personalmente) era stata invitata a partecipare ad una piccola iniziativa: scrivere una lettera a sé stesso adolescente. E’ un'idea piuttosto curiosa e dopo aver letto le sue parole ho cominciatoa pensare a cosa avrei scritto io.  Forse la mia lettera sarebbe stata più o meno così:
Cara Giulia, come stai? Sono la Giulia del futuro, ho quarant’anni e vorrei scriverti qualcosa che spero ti rimanga. Ti sembrerà una pazzia ma alla fine credo che possa esserti utile. Il futuro non è così spaventoso perché è solo il tempo che passa attraverso le scelte che tu farai. Non spaventarti, sarai una donna giudiziosa e buona. Voglio però darti alcune dritte... Impara ad amarti tanto da non cedere nemmeno un pezzetto del tuo cuore a chi promette di starti accanto ma invece ha solo voglia di usarti. Impara a tenere gli occhi aperti e a riconoscere i veri amici da que…

Quando diventi piccolo-di Massimiliano Loizzi-Fabbri Editori-a Cura di Giulia De Nuccio

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Oggi voglio proporvi qualcosa di diverso. Per raccontare un diario forse ci vuole a sua volta una pagina di diario. In questo modo vorrei illustrarvi un evento, un libro, la storia di un uomo e di un attore talentuoso.La mia pagina di diario fa pressappoco così:
“Caro Diario,
come tu già sai (sei il mio diario) in questi anni ho acquisito un conto in sospeso con il teatro per ragioni lunghe da spiegare ma che si sintetizzano in poche parole “è un mondo pieno di persone cattive”. Ho provato ad entrare in questo mondo come attrice ma poi ho capito che fare da spettatrice forse è meglio e che il mestiere dell’attore lo lascio ad altri. Però nonostante tutto frequentare quel luogo polveroso e pieno di emozioni (lo sai) non mi dispiace affatto e così nonostante il mio conto in sospeso qualche giorno fa sono andata a sentire un piccolo monologo di un attore con la voglia di raccontare storie.
Lui si chiama Massimiliano Loizzi e il suo spettacolo è intitolato “Quando diventi piccolo”. E’ un …

Un secolo fa... il millennio di oggi! A cura di Giulia De Nuccio

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Quando ho iniziato a lavorare erano gli ultimi anni del secolo 1900, ovvero il 1998. Se ci penso mi sembra  strano perché sono nata nel ‘900 ma sto vivendo nel 2000. In quegli anni ero una ragazza appena uscita dall’adolescenza, stavo crescendo ed ero piena di ideali e speranze per il futuro. Sognavo di avere un buon lavoro, una casa dove vivere prima da sola e poi con il mio compagno e poi sognavo un matrimonio semplice, con pochi invitati ma con gli amici di sempre.
Ebbene tutto questo non solo non è successo ma non ho nemmeno la certezza che succederà. Un degrado sociale come quello che stiamo osservando passivamente alle porte del 2020 non avrei mai pensato di viverlo... Non parlo solo degli sfortunati Millenials che stanno subendo le scelte sbagliate e sconsiderate di chi in passato doveva proteggere le generazioni future e invece ha pensato solo ed esclusivamente al proprio orticello, sto parlando di tutti quelli che pur avendo cambiato secolo si ritrovano a vivere e soprattutto ad…

Ninfa Dormiente - Ilaria Tuti - Longanesi - Un mondo da scoprire

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Ci sono storie, sentimenti, esperienze, avvenimenti che rimangono impressi nella nostra mente e ancor di più nel nostro corpo come se appartenessero alle fibre sottili che lo compongono. E’ una sensazione strana e piacevole allo stesso tempo, ci fa sentire vivi ma scombussolati. Io vivo questa situazione quando finalmente riesco ad essere partecipe di qualcosa che ho atteso e che mi piace molto. A volte si dice che l’attesa sia più emozionante e bella dell’evento stesso, io credo invece che aiuti a vivere quel momento in un modo ancor più profondo.
Ad ogni modo, un avvenimento che mi ha toccato da vicino in questo periodo è stato incontrare un’autrice che ho scoperto da poco e che ha esordito con storie toccanti e ben congeniate. Sto parlando di Ilaria Tuti e del suo ultimo lavoro “Ninfa dormiente” edito da Longanesi.
Sono arrivata alla libreria “Lagiratempo” di Nerviano (luogo dove si svolgeva la presentazione)… e come sempre ero in anticipo! Ad accompagnarmi, come sempre, c’era…

Lena e la tempesta, Alessia Gazzola, Parole in Scatola

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Da tempo gli articoli che scrivo nascono dall’esigenza di condividerequalcosa che mi appartiene. Che siano pensieri, avvenimenti oppure emozioni, per me l’importante è raccontare.
Qualche giorno fa sono andata presso “Lagiratempo” di Nerviano per assistere alla presentazione dell’ultimo libro di un’autrice che seguo e che stimo molto: sto parlando di Alessia Gazzola e di “Lena e la tempesta”. Ero molto emozionata perché aspettavo quel momento da tanto. Mi piace incontrare gli autori, è un po’ come quando si va ad un concerto e si riesce a visitarne il back stage! Come sempre mi sono messa in un angolo laterale e vicino a me questa volta avevo il mio DiSognatore per eccellenza, Davide, che con pazienza e gentilezza mi ha accompagnato in questa piccola avventura.
Prima di questo evento non avevo ancora letto il libro e forse è stato meglio così perché in questo modo ho assaporato ogni frase senza alcun riferimento e quindi senza alcuna mia elaborazione mentale. Ovviamente a grandi li…

La Tolleranza secondo me... di Giulia De Nuccio

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Oggi riflettevo su una parola che fatico ad apprezzare: “Tolleranza” Chi stabilisce cosa bisogna tollerare e cosa no e in base a quale criterio? Non ho tutte le risposte ma penso che nella vita non bisogna tollerare qualcosa o qualcuno, ma rispettare.
Ho pensato alla situazione sociale moderna, ai migranti, a chi viene considerato diverso per un motivo fisico o caratteriale… Insomma ho pensato all’umanità e a come si comporta quando mette in campo la cosiddetta tolleranza. Cosa dobbiamo tollerare? Lo straniero? Il disabile? Oppure solo chi non corrisponde a determinati canoni? E questi canoni da chi o cosa sono stabiliti? Per quanto mi riguarda tollerare è sinonimo di sopportare ed in genere tutto questo dovrebbe essere legato a questioni personali e private ma non sociali o pubbliche. Qualsiasi società è composta da persone con i propri pensieri, usi, costumi e sistemi di vita ma ciò che manca pressoché a tutte è il rispetto per ciò che non vi appartiene fisicamente e moralmente. Non t…

Un incontro, un sogno "un apprendista geniale" a cura di Giulia De Nuccio

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Un incontro, un sogno un apprendista geniale...
Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto o per meglio dire un obiettivo personale nascosto, anche se quel cassetto magari non si aprirà mai è sempre lì che ci aspetta e preme per uscire prima o poi in tutto il suo splendore. Quando ero piccola non ero la classica bambina determinata che già sapeva cosa fare, ero invece molto timida e mite, così sono andata per tentativi. Ho provato varie attività (sport, musica etc...) ma poi mi sono resa conto che niente di tutto quello era veramente ciò che desideravo fare. Alle scuole superiori ho scoperto le lingue straniere e mi sono resa conto che da subito le parole mi affascinavano. Ho cominciato a tradurre le mie canzoni preferite e mi divertivo ad apprendere come lo stesso concetto venisse espresso in maniera leggermente diversa e in un altro idioma. Insomma, ho realizzato infine che le parole erano la mia passione e, anche se me ne sono resa conto tardi, da lì in poi ho cominciato a provare e provar…