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Bugia o Verità?

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Ormai la rubrica “Un argomento a settimana” sta diventando un vero e proprio appuntamento fisso per me. Scrivo un racconto e subito dopo penso a quello successivo. Devo ammettere che non è semplice trovare un argomento diverso ogni volta ma alla fine è una piccola sfida ed io non ne ho mai declinata una!
Questa volta vorrei parlarvi di “bugie”.
Vi è mai capitato che qualcuno ritenuto inizialmente fidato vi raccontasse poi un numero irrimediabile di fandonie? A me si! La cosa più buffa è che spesso questa tipologia di persone non ricorda nemmeno le falsità che racconta e si tradisce continuamente.


Per me una “bugia” equivale a dire: “Non mi fido di te”.Credo che un rapporto (di qualsiasi natura o tipologia) debba essere basato sulla sincerità e l’apertura ma mai su sotterfugi che rischiano di minare la serenità altrui. Spesso ci troviamo costretti a raccontare piccole bugie per non incappare in malumori di amici, parenti e conoscenti o semplicemente perché non vogliamo svelare qualco…

Il giudizio non spetta a noi...

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Avete mai riflettuto su quanto sia facile tracciare un giudizio anche senza conoscere il motivo preciso per cui lo si dà?
E’ come se ognuno di noi si sentisse in diritto di dire la propria opinione anche quando non solo non è competente in materia, ma non conosce nemmeno i termini di una specifica questione.
Ci ho pensato in occasione della liberazione di una ragazza italiana (volontaria di una Ong), una notizia di questo ultimo periodo. Non voglio entrare in tecnicismi che non mi competono né tanto meno in giudizi politici che non sono pertinenti al mio blog, però voglio parlare della reazione della gente comune che ha assistito a questo evento.
Chiunque ha espresso la sua opinione, ma ciò che mi ha colpito ancora una volta è la voracità malefica e l’assoluta mancanza di raziocinio che sono emersi in questo frangente.
Io non mi sono mai capacitata di come un essere umano possa contenere così tanta cattiveria gratuita e ingiustificata. Se non si è d’accordo con idee politiche, soc…

Una sorpresa professionale!

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In questi giorni ho vissuto una piccola attesa. Qualche tempo fa un noto scrittore di cui vi ho già parlato (Luca Bianchini) ha lanciato un piccolo concorso. In occasione dell’uscita del suo ultimo libro ha deciso di realizzare delle cartoline postali. I più giovani si staranno domandando cosa siano questi oggetti preistorici, ma noi che siamo entrati ormai nell’era degli “anta” ce le ricordiamo bene!
Quante volte siamo andati in vacanza e abbiamo spedito mille cartoline ad amici, parenti e conoscenti? Io da ragazzina molte volte e per questo quando lo scrittore ha lanciato questa piccola idea io ho pensato di aderirvi subito. Il procedimento era molto semplice: si doveva inviare una mail e specificare il proprio indirizzo postale, poi lo stesso scrittore avrebbe effettuato la classica estrazione a sorte comunicando l’esito ai vincitori. Ovviamente non avrei mai pensato di essere sorteggiata… e invece è successo!!


Durante i giorni di attesa sono tornata indietro nel tempo, quando ann…

Un argomento a settimana: Ripartire? Meglio Agire...

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In questo periodo si è parlato di didattica a distanza, distanze sociali, informazione mediatica, decreti dell’ultimo momento, “rinascita” e di tanti altri argomenti.
Tuttavia, la parola che sento ripetere spessoè “ripartenza”. Tutti vogliamo ricominciare, come se questo periodo di stallo temporaneo ci avesse impedito di continuare la nostra vita abituale. Io credo,invece, che la parola giusta sia: “agire”.
Siamo stati chiusi sessanta giorni (per quanto riguarda il territorio dove abito) ed io, per esempio, non ho potuto vedere il mio compagno di vita per tutto questo tempo e adesso cerco di vivermi ogni momento con lui senza alcuna esitazione.


Mi accorgo che se prima a volte mi facevo prendere dalla pigrizia e rimanevo in casa rinunciando a un bel giro in solitario oppure in compagnia, adesso provo una sensazione assolutamente contraria. Voglio uscire, voglio respirare, voglio vedere il mio fidanzato ogni volta che posso e soprattutto desidero vivere appieno la mia vita agendo e no…

Il cinema secondo me...

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L’arte ha varie forme e sfaccettature ed è proprio questo che, a mio parere, attira l’attenzione delle persone. Da quando ho aperto questo piccolo diario virtuale ho indirizzato,quasi sempre, la mia attenzione verso la scrittura o la lettura. Questa volta, proprio grazie ad una conversazione con un’amica conosciuta di recente (Maria Rosaria), voglio parlarvi del mio rapporto con il mondo del cinema.
Vado al cinema da che ho memoria, mi piace sentire l’odore delle poltrone e dei pop corn appena sfornati! L’atmosfera di attesa che si crea nelle sale è paragonabile a quella che si prova prima di un evento tanto desiderato. Quando si guarda un film si viaggia attraverso la storia di qualcun altro e si cerca immediatamente di immedesimarsi in qualche personaggio, non importa se secondario o primario.
Ultimamente ho dovuto mettere da parte questa mia passione a causa dei costi troppo elevati dei biglietti, ma ammetto che ogni tanto mi concedo questo piccolo lusso. Tuttavia non disdegno …

Baci da Polignano di Luca Bianchini a cura di Giulia De Nuccio

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In questo periodo vi ho parlato spesso di storie, scrittura, fumetti e libri che mi appassionano. Oggi vorrei raccontarvi come ho conosciuto un autore che seguo da qualche tempo: Luca Bianchini.
Ho avuto il piacere di incontrare Luca in alcune sue presentazioni passate e di poter interagire con lui in occasione di una sua diretta Instagram, eventi a dire il vero che mi agitano non poco. Ho sempre paura di non essere preparata o di dire qualcosa di inadeguato. Per fortuna Luca è una persona piuttosto loquace e questo spesso mette a proprio agio chi lo ascolta. E’, a mio parere, un autore molto attento, le sue dediche non sono mai generiche ma sempre mirate alla persona alla quale sono destinate. La cosa curiosa è che le scrive senza guardare la pagina bianca, bensì la persona che ha di fronte. Credo che un vero scrittore si veda anche in questi piccoli gesti e nella sua capacità di osservare il mondo che lo circonda. Ne ricordo una molto bella che mi fece in occasione della presentazi…

Evviva i super poteri!

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Se vi chiedessi: Se poteste scegliere, quale super potere vorreste avere? Io non ho dubbi:il dono dell’ubiquità!
Stare in più posti allo stesso tempo è una sorta di viaggio e non solo spaziale ma anche temporale. Ho sempre amato fantasticare e inventare storie di tutti i tipi, ma questo super poter (se fosse stato reale) mi avrebbe aiutata a visitare anche luoghi che per me sarebbero stati impossibili da raggiungere, perfezionando le mie storie e rendendole più accurate. C'è così tanto da scoprire e, purtroppo, sempre meno tempo per farlo. Sarà una frase banale, ma è la verità! Potrei vivere, respirare e assaporare luoghi diversi contemporaneamente, conoscere persone nuove, potrei aiutare amici lontani in difficoltà senza perdere la mia routine giornaliera.
Che sogno sarebbe per me poter fare tutto questo e tenerne memoria nei miei diari! Senza dover affrontare lunghi viaggi ma solo pensando di voler essere lì, in quel momento e poi, come per magia, catapultata proprio nel luogo…

Quella volta che ho scoperto...

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Vi ho spesso parlato del mio approccio alla scrittura e alle storie che invento, ma non ho mai accennato al mio avvicinamento al fumetto.
Non sono sempre stata un’amante di questo tipo di arte. Inizialmente avevo dei pregiudizi che mi impedivano di apprezzarne la bellezza. I primissimi fumetti che mi sono stati proposti da amici vari, erano stile manga e principalmente a tema guerriglia o fantascienza. Converrete con me che il campo era piuttosto ristretto e spesso monotono, perciò il mio giudizio non poteva che essere approssimativo.
Non sapevo, invece, che questo mondo è così vario da potercisi perdere! Purtroppo me ne sono resa conto in età adulta, ma ad essere sincera negli anni seguenti ho cercato di recuperare tutte le “letture perdute”.


La tipologia che amo di più appartiene alle “novelle grafiche”, storie complete e generalmente abbastanza scorrevoli. Nonostante, in campo puramente narrativo, abbia apprezzato alcuni romanzi seriali, nel fumetto invece preferisco la singola …

Un argomento a settimana: desideri, sogni e tanto altro...

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Per il secondo appuntamento della mia rubrica “Un argomento a settimana”, voglio parlarvi del lavoro che sognavo di fare da bambina.
Ricordo che ero solo alle elementari e chiesi a mia madre come funzionava la successione scolastica, le feci questa domanda: “Mamma ma dopo le elementari tu mi hai detto che ci sono le medie e poi le superiori. Però se io volessi continuare a studiare cosa dovrei fare?” Lei ovviamente mi rispose che l’ultimo step dello studio era l’università ed io ne rimasi affascinata. Mi sembrava una metà così irraggiungibile e bellissima.
Dovete sapere che sin da piccola, nonostante mi piacesse molto passare del tempo a fantasticare, di una cosa ero certa: volevo essere indipendente. Mentre tutte le mie coetanee desideravano fare le cantanti, le ballerine, l’ astronauta o più semplicemente parrucchiere ed estetiste, io volevo fortemente fare la Manager. Esatto, la Manager! Un desiderio inusuale quanto strano a quell'età ma questa era la mia iniziale ambizione…

Una lettera speciale del passato... di Giulia De Nuccio

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In questi giorni ho scoperto un altro blog molto carino, “Personalità tra scrittura ed Arte”, all’interno del quale ,ogni lunedì, si tiene una piccola rubrica dedicata alle parole o lettere perdute. Così, su suggerimento della custode di questo spazio, ho deciso che avrei dedicato le mie parole ad alcune mie amicizie, alle persone che ogni anno incontravo in Sicilia in vacanza quando ero solo una ragazzina.
Cari Rossella, Anna e Michele,
E’ passato tanto tempo dalle nostre estati spensierate in Sicilia al Lido del Tirreno. Non ho mai dimenticato la sensazione di libertà che provavo quando passavamo intere giornate sulla spiaggia. Voi abituati al mare, volevate semplicemente chiacchierare e così rimanevamo ore sotto il grande portico all’ingresso del lido. Tirava sempre un po’ di vento e la frescura attirava la nostra attenzione. Io però, che il mare lo vedevo solo in vacanza, avrei passato tutto il tempo in acqua a nuotare, a giocare con voi. Tuttavia la vostra compagnia mi faceva se…

La mia personale mattina dopo...

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LA MIA MATTINA DOPO

Vi ho già parlato di una mattina dopo, quella descritta da Calabresi nel suo libro. Questa volta invece voglio raccontarvi la mia mattina dopo: quella dopo uno spettacolo teatrale.
Nel 2011 (anno più, anno meno) ho intrapreso un percorso teatrale che è durato circa quattro anni. In questo lungo periodo ho affrontato vari palchi, personaggi e spettacoli. Dietro tutto questo però c’era una mia personale preparazione. Prima di sapere cosa dovevo dire, ovvero quale fosse il testo, io avevo bisogno di sapere chi dovevo essere su quel palco, quale personaggio sarebbe entrato nella mia vita per quel breve periodo di tempo. Una volta studiato il personaggio passavo al testo e lo ripetevo fino a quando non ero assolutamente sicura di averlo imparato davvero bene. Il giorno dello spettacolo la tensione era alta ma ero certa del lungo e minuzioso lavoro che avevo dedicato a quel progetto. Una volta salita sul palco tutto cambiava, non ero io, ero quel personaggio e le pa…

Inventare, scrivere, ognuno ha una storia...

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Oggi voglio parlarvi di storie.
Le storie sono vita che prende forma a poco a poco, sono frutto della nostra fantasia ma anche della realtà.
Si dice sempre che l’artista, in generale, sia un “ladro” perché ruba qualcosa d’interessante dalla vita reale per poi metterla su un supporto. Ho sempre trovato quest’aspetto estremamente intrigante. Oltre alla storia contenuta in un libro io mi affeziono anche all’autore, al suo stile di scrittura o di disegno. E’ come se leggendo quel libro io possa entrare lentamente nel salotto di quell’artista e conoscerlo attraverso il suo operato.
In un mondo tecnologico e social a volte è bello rifugiarsi in un viaggio tradizionale su carta, dove le parole molto lentamente cominciano a scorrere sotto i nostri occhi attenti e desiderosi di fantasia.

Ogni autore mette un pezzetto della propria vita all’interno della sua opera e questo è un aspetto molto affascinante della letteratura. Le parole sono uno strumento molto flessibile; anche se hanno regole…

La costanza di scrivere storie...e tanto altro!

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Oggi stavo riflettendo sulla costanza nel portare avanti i propri progetti. Da un paio di mesi (ormai lo sapete) seguo un blog di una nota attrice di fiction e del suo migliore amico (ndr 1000kmrossi).
Ogni giorno c’era un nuovo tema, una nuova riflessione e questo per quanto mi riguarda mi porta ad un esercizio costante riguardo la scrittura, non solo in termini di qualità del testo, ma anche in termini di diversità.
Mi spiego meglio. Ogni giorno devo trovare parole diverse, devo riflettere su argomenti differenti evitando di ripetere concetti già espressi e soprattutto devo scrivere. Tutto questo mi ha portato a essere costante, ad avere un appuntamento fisso con la pagina bianca, cosa che prima non mi succedeva così spesso.


Tutti pensano che scrivere sia bello, sia interessante e lo è. Ma è anche faticoso, impegnativo ed estremamente difficile. Ogni scrittore con il primo libro in genere parla di sé, della sua vita, dei suoi guai, poi però con il secondo libro deve inventarsi al…

"Vieni a vivere a Napoli" un film da scoprire...

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In questo periodo di reclusione coatta l’arte viaggia con noi, ci fa compagnia. Mi sto dedicando spesso alla visione di video ironici, satirici o film in dvd che avevo nel cassetto e aspettavano di essere visionati. Anche se ormai le piattaforme “streaming” stanno dando spazio a film che non avrei maipensato di vedere in televisione.
Proprio ieri tramite una stories instagram di una delle sue protagoniste, sono venuta a sapere che avrebbero trasmesso un film che si chiama “Vieni a vivere a Napoli”. In realtà sono tre metraggi che compongono un unico film. Sono tre storie diverse ma accomunate da un filo conduttore: il diverso e gli stereotipi sociali.
Ve  lo riassumo brevemente:


Nel primo un portiere un po’ burbero di un condominio napoletano fa inaspettatamente amicizia con un ragazzino cinese, figlio di una mamma single lavoratrice che è via tutto il giorno. Il portinaio piano piano scoprirà che forse “lo straniero”non è poi così male.
Nel secondo, un’ex famosa presentatrice ucra…

Recensione "Dimentica la notte" di Sara Ferri a cura di Giulia De Nuccio

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Qualche giorno fa sono stata contattata da Sara Ferri, una scrittrice che non conosco personalmente ma della quale avevo letto qualche notizia tramite i classici canali social. Ammetto che il suo ultimo lavoro, “Dimentica la notte,” doveva essere uno dei regali di Natale da parte dei miei genitori, ma non sono riusciti a reperirlo. Io stessa lo avevo cercato nelle varie librerie della mia città ma senza successo. Così quando Sara mi ha contatta per una recensione, sono stata molto contenta di accettare e di leggere il suo libro. Spero di essere abbastanza esaustiva da potervi illustrare “Dimentica la notte” (ed. AlterEgo)
Appena ho iniziato la lettura mi sono venuti in mente immediatamente i gialli svedesi per i quali nutro una particolare passione. L’atmosfera è sempre leggermente cupa, i luoghi descritti paiono come coperti da una patina di colore scuro, quasi come se l’intera città, Rimini, (piccola metropoli romagnola per eccellenza della movida estiva) fosse un luogo spento e …

Una diretta inaspettata (o quasi) a 1000 km di distanza...

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In questo funesto periodo stiamo scoprendo nuovi strumenti e diversi modi di comunicare per restare in contatto. Non sono mai stata una super esperta di social network ma devo dire che ultimamente li sto apprezzando un pochino di più.
Riesco a seguire molte dirette su Instagram e la cosa mi piace, mi interessa.
Una di queste è stata quella di Miriam Candurro sul profilo di Oltrefashion proprio qualche giorno fa.
Ovviamente ho anche scoperto che durante i video in diretta si può intervenire se l’altro accetta la richiesta.  Voi direte, e quando sei nata? Nel Medioevo? Cari influencer e youtuber, non tutti sono nati “imparati” come diceva mio nonno.


In questi giorni per l’appunto, ho avuto modo di poter interloquire con Miriam Candurro, attrice che interpreta Serena nella fiction “Un posto al sole”. Miriam si pone sempre in modo gentile ed educato nei confronti di chiunque voglia comunicare con lei. Ovviamente io non la conosco personalmente ma se si ha un pizzico di empatia si nota…

Amicizia: una vita ciclica.. di Giulia De Nuccio

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In questi giorni in cui i pensieri scorrono velocemente da una parte all’altra come se avessero fretta, stavo pensando alle amicizie che ho perso in questi anni. Le persone attraversano la nostra vita per insegnarci qualcosa, non sempre è una cosa positiva ma è comunque un insegnamento.
Ho già parlato di amicizie ritrovate ma non credo di quelle perse.
E’ difficile per me affrontare questo argomento perché chi se ne va per un motivo o per l’altro lascia sempre un po’ di vuoto.Per spiegarvi tutto per filo e per segno devo fare un passo indietro. Una decina di anni fa decido di cambiare tutto perché la vita che stavo vivendo non era più giusta per me. Quindi lascio una casa in affitto che condividevo con una persona e torno a vivere nella casa dei miei genitori. Un cambiamento che mi ha segnato e non solo per lo shock di dover condividere con altre tre persone i miei spazi ma perché il mondo intorno a me cambia totalmente.
Le persone che fino a quel momento si erano professate miei…

La lontananza sai è come il vento... che disastro! Di Giulia De Nuccio

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In questo periodo si fa un gran parlare di “Distanze sociali”. Ma come? Abbiamo lottato così tanto per far capire alle personeche dobbiamo essere uniti, seguire tutti le stesse regole, rispettare l’altro e adesso si utilizza questa frase per dire agli italiani che devono mantenere una distanza di sicurezza eccezionale in un periodo particolare? Ho come l’impressione che tutte queste frasi “sociali” siano frutto di un algoritmo sbagliato, di un ragionamento confuso che porta solo in una direzione: alle distanze e basta.
Sono la prima a dire che la società sta affrontando un momento catastrofico senza precedenti, non solo per il corona virus ma anche perché è veramente alla deriva. 

Spesso mi è capitato di vedere ragazzi e ragazze della nuova generazione ( e non solo) che non hanno alcun rispetto degli spazi altrui, del lavoro altrui o semplicemente nessun riconoscimento dell’autorità.
Ricordo che quando ero una ragazzina, proprio come loro, chi era più grande di me automaticamente n…

Trenta giorni di transizione...un salto nel futuro... di Giulia De Nuccio

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Sono passati trenta giorni e di questo periodo che sembra infinito questa settimana è stata la più serena per me.
Stare a casa e rinchiudermi in camera mia con il computer e la musica rilassante mi ha permesso di fare ciò che desidero fare da tutta la vita e che piano piano sta prendendo forma.
Scrivo da sempre e amo questa attività. Non so se un giorno ciò che produco sarà apprezzato da un pubblico oppure sarò pagata per le mie "fatiche", ma in questo periodo di clausura sto realizzando piano piano il mio sogno nel cassetto. Ogni giorno ascolto dirette di vari scrittori o attori affermati (come Miriam Candurro, Michelangelo Tommaso e Federica Bosco) perché voglio imparare ancora di più... Sono del Capricorno e la tenacia non mi manca!


Miriam l'altro giorno ha fatto una lezione, insieme a Fabio Balsamo dei “The Jackal”, sul mestiere dell'attore. Ho ascoltato anche un mini corso di scrittura di Federica Bosco. Non sapete quanto mi piace e sia utile sentire parlare…

Colori di una giornata uggiosa... di Giulia De Nuccio

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Ma che colore ha
Una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha
Una vita mal spesa? Così cantava il grande Battisti… E’ un po’ il mio mood di oggi. E’ proprio su queste parole che io vorrei basare il mio diario di stasera. “Ma che colore ha una vita mal spesa?”
Io attribuisco alla vita mal spesa il colore bianco, perché al contrario delle credenze sociali, secondo me il bianco è un colore coprente, copre gli errori, le imperfezioni e non sempre è un bene. Spesso sono proprio le imperfezioni a rendere la nostra vita ben spesa e unica, dobbiamo guardarle e non evitarle per poterle accettare senza rimorsi. “Ma che colore ha una giornata uggiosa?”
Le mie giornate uggiose hanno il colore azzurro cenere, un azzurro chiaro, tenue forse un pochino spento ma sempre azzurro. Un colore bello, calmante e gentile. Un colore che sa di inizio, di letture, di relax. Oggi è stata per me una giornata ricca di propositi e normalità. Ho chattato con Davide, il mio ormai famoso fidanzato, ho chiacchierato con lui ser…

Meritocrazia, che mistero! di Giulia De Nuccio

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Quante volte siamo stati convinti di meritare qualcosa? Quante volte abbiamo pensato che la vita ci dovesse donare ciò che volevamo perché la ritenevamo in debito con noi? Io, se devo essere sincera, l’ho pensato moltissime volte.
Spesso mi sono soffermata a pensare cosa sia davvero la meritocrazia e quanto questo concetto venga applicato nella vita di tutti i giorni. Soprattutto mi sono sempre chiesta in base a quali parametri una persona viene considerata più meritevole di un’altra. In base all’esperienza? In base all’atteggiamento che mostra nei confronti della vita? Oppure a quanto crede di valere?
Non ho una risposta certa a tutte queste domande, ciò che penso è che forse la meritocrazia è l’insieme di tutto ciò che siamo e abbiamo costruito. Non importa quanto abbiamo studiato, quanto ci siamo impegnati ad imparare se poi non abbiamo la capacità di applicare tutte queste nozioni nella vita reale. Forse è proprio questo che ci rende meritevoli.
In fondo le scelte non sono mai …

Una giornata piena di ricordi di Giulia De Nuccio

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E' stata una giornata movimentata e tormentata, non sono riuscita a scrivere una parola perché la mia famiglia mi ha fagocitato in richieste tali per cui non sono stata in grado di fare ciò che mi ero ripromessa.

Ad ogni modo, la mia scrittura non si ferma mai e anche se non prendo la penna in mano la mia mente va avanti come se lo stessi facendo. Avevo anche pensato di scrivere alcuni episodi tra il goliardico ed il tragico che mi sono successi oggi ma non voglio tediarvi ulteriormente, perciò questa volta parlerò di quello che mi piace fare in generale ovvero leggere.

Finalmente ho finito un libro che mi ha appassionato fin da subito, si chiama "Il custode delle tempeste" (di Catherine Doyle). Mai libro fu più azzeccato in questo periodo!
I protagonisti sono un nonno e due nipoti. In sintesi, la storia racconta il passaggio di consegne generazionale tra nonno e nipote per essere il custode delle tempeste di Arranomore (isola che esiste veramente e fa parte del territo…