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lunedì 22 gennaio 2018

Scomparire o restare... di Giulia De Nuccio

Scomparire o restare...
di
GIULIA DE NUCCIO


Ci sono domande che spesso non hanno alcuna risposta se non quella che si desidera dare e forse questo è valido per chi resta per sempre ancorato ad un luogo o ad una situazione...
Con questa affermazione non voglio sembrare “marzulliana”, però vorrei riflettere circa un fenomeno che mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo ovvero:

“Cosa spinge una persona a sparire nel nulla? E’ un atto volontario o coatto?”

Quante volte anche noi comuni mortali abbiamo desiderato di fuggire e non lasciare traccia perché il luogo dove viviamo non ci appaga o addirittura ci ostacola? Io onestamente moltissime, poi ovviamente tra il pensiero e la realizzazione la strada è davvero lunga, tuttavia perché non accarezzare l’idea?

Molte persone si sono allontanate volontariamente perché in qualche modo costrette da una situazione familiare o sociale assolutamente insostenibile e spesso pericolosa; in questo caso la linea che delimita la volontà dalla costrizione è davvero sottile, poiché è vero che ci si allontana creando una nuova vita e cancellando l’altra volontariamente, ma alla fine la motivazione che spinge un individuo a compiere un atto così drastico si può davvero considerare innaturale, come la società pensa che sia?

Le domande che mi pongo sono davvero tante, forse non ci sono risposte abbastanza argute per poter essere chiari e precisi, però io vorrei provare a fare una mia riflessione su questo argomento.

Spesso la “gente” vuole solo cancellare ciò che il passato le ha inflitto e la maggior parte delle volte non c’è altra soluzione che andare via sparendo da un luogo e creare una nuova esistenza in un altro posto lontano e sperduto. Ciò che per questi individui è fondamentale è che i due mondi non devono mai più incontrarsi né devono per nulla al mondo avere un collegamento. Credo che sia nel pieno diritto dell’essere umano scegliersi la vita che più gli aggrada anche se questo vuol dire cancellare qualcos’altro.

La situazione invece per me più inquietante è quando la sparizione è assolutamente involontaria, è incredibile come qualcuno possa decidere per noi in modo così assoluto. Quante persone sono scomparse nel nulla e beffardamente non hanno lasciato alcun indizio? Questo è veramente raccapricciante, nessuno dovrebbe avere il potere di farci allontanare in maniera coatta, costringendoci a vivere una vita che non vogliamo o che addirittura ci infligge ciò che più ci fa paura, come la morte fisica o spirituale. Si può morire in molti modi, spesso quello peggiore è la morte nei ricordi di chi cerca di ricordare, ma non ci riesce più.


Che dire ancora?

Scomparire o restare? E’ solo una questione di scelta...

Un abbraccio a tutti!

Giulia

mercoledì 17 gennaio 2018

La cucina secondo me...

 LA CUCINA SECONDO ME...
Di Giulia De Nuccio


Nel corso della mia esistenza ho avuto tante passioni, qualcuna è rimasta isolata nel passato mentre qualcun’altra resiste nonostante le varie intemperie della vita. Come sapete la scrittura continua ad essere presente, a volte forse un po’ troppo, ma da qualche anno è arrivata una new entry: La Cucina...


Creare per me è sempre stato un atto di felicità nei confronti non solo di altri, ma anche e soprattutto nei miei confronti. In un mondo dove si inneggia alla perfezione, alla nouvelle cousine, ai piatti striminziti dove si decora il piatto e non si condisce la pietanza, io vorrei riscoprire i piatti di quando ero piccola, semplici, buoni sostanziosi e soprattutto pieni di amore.
Quindi spesso mi cimento in ricette del mio passato o trovate su internet, ma sempre rigorosamente saporite e genuine.

Un giorno un noto chef televisivo ha detto:
non cucinate mai quando siete arrabbiati, i vostri piatti sapranno dei vostri sentimenti”...

Condivido pienamente questo concetto, preparare un piatto è un atto creativo ma anche d’amore in generale, lo si dona al piatto, a se stessi o per chi si cucina. Io preferisco cucinare per persone ristrette compresa me...

Che dire ancora?

Buon appetito a tutti!


Giulia

giovedì 11 gennaio 2018

Ricordare..Essere o non Essere...

“Chi stabilisce cosa è meglio per noi se non noi stessi? “
 Non sempre abbiamo la chiarezza interiore per capire davvero di cosa abbiamo bisogno o forse non vogliamo capirlo, però alla fine solo noi possiamo dare una direzione precisa al nostro viaggio (per mantenerlo o cambiarlo).

Ho conosciuto persone con un talento splendido (non importa in quale campo) che, invece di sfruttare questa loro abilità, hanno abbandonato ciò che davvero li faceva sentire vivi... Spesso si sceglie una vita più sicura, piena di agi e cose certe, ma poi dentro di noi rimane sempre quel “se” che serpeggia nelle nostre menti e nei nostri cuori.

E’ difficile fare la scelta giusta in generale ed è per questo che dobbiamo farlo per noi anche se a volte ci sembra di avere il mondo contro e di non poter essere aiutati da nessuno poiché quando si va contro le “canoniche regole” è difficile essere capiti.

Recentemente in un libro ho letto una frase che mi ha colpito molto a proposito di aiuto e comprensione “o tendi la mano, o ti giri dall'altra parte, ma l’indifferenza prima o poi ti chiede il conto”... Non sono sicura di aver citato le parole precise, ma il senso è proprio questo.
Decidere chi siamo e cosa vogliamo fare forse non è così difficile, lo è invece mantenere tutto questo poiché spesso non abbiamo mani da stringere o a cui aggrapparci se non le nostre.  Se invece queste mani esistessero molte vite sarebbero “salvate” non solo letteralmente, ma anche metaforicamente.

Tutti abbiamo delle possibilità e forse la speranza di poterle realizzare ci tiene ancorati al nostro viaggio, in fondo i saggi dicevano:  “finché c’è vita, c’è speranza”... Tutte queste riflessioni sono state ispirate anche dalle mie letture, che non abbandonerò mai... l'ultima è proprio quella che ha dato vita a questo articolo...
"La memoria delle tartarughe marine" di Simona Binni edito da Tunuè...

Grazie per aver letto le mie parole...

A presto...

Giulia



mercoledì 20 dicembre 2017

Un Natale d'artista...

Il Natale per me è sempre stato un momento magico in cui mi sembrava che tutto potesse prendere forma... Amo vedere l'espressione stupita di chi apre ciò che pensato di regalare... Regalare è un atto di amore in tutte le sue sfaccettature, è un atto di generosità. Amo pensare a cosa donare a qualcuno che rispetto e per il quale provo un sentimento di affetto, credo sia molto bello preparare un pacchetto, un'idea, cercare di capire cosa possa andar bene per l'uno o per l'altro... Tuttavia negli ultimi anni questa magia si è un po' dissolta nelle pieghe di un tempo inclemente che non dona nulla se non sacrificio e forse una dose di resilienza per poter andare avanti... Tuttavia la luce che è dentro di me non smetterà mai di brillare, ci sono ricordi che non dimenticherò mai e tanti altri ancora devono avvenire...

Uno di questi riguarda un concerto al quale ho assistito proprio in questi giorni, per la prima volta in vita mia non volevo che finisse, non volevo che l'artista smettesse di cantare... L'ho ammirata e ho pensato che avrei voluto un'amica così tanto tenace e ostinata nel fare un mestiere non semplice, ma bellissimo... Non è facile lavorare con artisti di fama internazionale e poi cantare comunque in un locale dove a volte ci sono persone che non ascoltano, che non vedono la luce dell'artista... Però per me quel giorno è stato come Natale, mi sono sentita parte di qualcosa e ho visto la gioia negli occhi di una ragazza semplice che mi ha dato il suo cd stupita del fatto che io lo desiderassi... che mi ha ringraziata con aria felice per essere stata lì ad ascoltare le sue canzoni.. e che mi ha abbracciata senza avvicinarsi e senza conoscermi...Questa artista si chiama AmbraMarie... Un ultimo grazie va a Davide, il mio artista preferito...

lunedì 16 ottobre 2017

Time deal - Leonardo Patrignani - DeA

TIME DEAL di LEONARDO PATRIGNANI
Edito DeA

A cura di GIULIA DE NUCCIO


Il tempo può esserci amico o nemico, scorre, vaga per l’etere e ci segue sempre ogni giorno. E’ come un fedele compagno, a volte amico a volte nemico, ci perseguita e ci guida allo stesso modo.
Il tempo scandisce la nostra esistenza e ci permette di capire che tutto passa e prosegue verso un punto stabilito.
Spesso mi ritrovo a pensare alla mia esistenza, a ciò che ho fatto e a ciò che farò, a quanto tempo mi rimane prima di raggiungere il mio obiettivo e se quel momento mi basterà...

A volte penso al “per sempre”, se dovessi vivere in eterno o avere un tempo realisticamente limitato. Se rimanessi per sempre come sono ora, giovane trentottenne di periferia, cosa farei? Come vedrei  ogni momento che scorre della mia vita? Sarei davvero disposta a scoprire come il mondo va avanti?

E’ una delle tematiche affrontate all'interno del libro di cui vorrei parlarvi in questo articolo, si chiama Time Deal di Leonardo Patrignani(edito da DeA).
Il racconto si svolge in un’atmosfera post apocalittica, il mondo che tutti conoscono è stato spazzato via da una guerra nucleare e i sopravvissuti si rifugiano in un’isola che si trova di fronte alla California, ovvero Aurora.
Aurora è un vero e proprio stato, un piccolo mondo dove la nuova generazione cresce all’insaputa del passato e conosce solo quell’unica realtà che i pochi che governano vogliono far apprendere.
La TD Pharma, azienda farmaceutica senza scrupoli, regna sull’isola e impone la somministrazione del Time Deal al compimento dei quindici anni. Questo è un farmaco composto da nanoparticelle che permette alle cellule del corpo umano di non invecchiare.
L’isola si divide in due grandi fazioni: chi è d’accordo con questo provvedimento e chi invece vuole che la vita scorra esattamente come la natura prevede. Tuttavia questo farmaco provocherà degli effetti collaterali che non passeranno inosservati all’occhio sempre vigile di questa grande azienda.

Tutto ciò però è solo uno degli argomenti che Leonardo affronta perché nelle sue parole ci sono tante informazioni nascoste tra le righe, come ogni bravo scrittore sa fa fare.
La TD Pharma è un colosso aziendale che non solo produce il Time Deal, ma detta le regole di Aurora e macina “affiliati” al suo progetto. Diventa una vera e propria dittatura quella della TD Pharma alla quale non tutti sono in grado di ribellarsi. Aurora è uno stato marcio, pieno di insidie, dove l’aria è volutamente rarefatta e la pioggia la fa da padrone; l’atmosfera è controllata da pochi, aiutati da una tecnologia perfetta che sembra assecondare la megalomania umana.
Leonardo Patrignani e Giulia (Parole in scatola)
Insomma Time Deal è un libro di fantasia, ma temo che non si discosti totalmente dalla realtà odierna di alcune situazioni sociali, dove tutto è pilotato da mani esperte nel sottomettere popoli e infondere credi prestabiliti. L’uomo desidera sempre qualcosa che non ha, vorrebbe vivere per sempre per compiere grandi opere o solo per un desiderio di onnipotenza, magari sperimentando ciò che più gli aggrada anche a discapito della vita altrui.
Leonardo ha scritto un libro coraggioso, maturo e con uno stile asciutto, senza giri di parole od inutili punti troppo descrittivi. E’ un racconto cadenzato con colpi di scena ben assestati ed un finale giusto, senza troppi buonismi e aggiungo che infonde anche un piccolo guizzo di curiosità nel lettore. Chissà se ci sarà mai un seguito di Time Deal o verrà trasformato in un film come succederà per la sua precedente fatica, “There”?
Ai posteri l’ardua sentenza...

Che dire ancora?

Un saluto “temposo” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia


domenica 1 ottobre 2017

Perdonami se rido - Chiara Cerri - Nativi digitali edizioni

“Perdonami se rido” di Chiara Cerri
Nativi digitali edizioni
A cura di Giulia De Nuccio


Ero solo una ragazzina ma non ho dimenticato le estati passate a S.Saba, piccolo paese in provincia di Messina. I ricordi sono pervasi dall'immenso silenzio del mare, l’odore salmastro e l’alba intrisa di voci di pescatori, al rientro dopo una notte di lavoro e che si accingono a vendere il pesce al mercato oppure a qualche turista di passaggio.. Quando siamo in vacanza sogniamo di vivere per sempre in quel luogo caldo ed accogliente, dove si sente il rumore del mare e l’alba non ci fa paura, senza tenere conto che finita l’estate la vita cambia e tutto diventa diverso, forse solo nostalgico, tuttavia diverso.

Tempo fa sono riuscita a vedere il mare anche d’inverno, ho passato l’ultimo giorno dell’anno proprio in Sicilia, la temperatura mite e il rumore dell’ acqua mi hanno conquistata, ma anche fatto provare quella sensazione di nostalgia che sembra ormai accompagnarmi quando penso a tutti quei momenti...

E’ un po’ ciò che succede in uno degli ultimi libri che ho letto. “Perdonami se rido” di Chiara Cerri edito da “Nativi digitali edizioni” .

E’ ambientato a Viareggio, ma mi sembra di rivedere la mia S.Saba. Chiara descrive una città quasi vuota, dove l’estate è finita, ma il carnevale è ancora lontano. Sembra di stare in un piccolo paese dove tutti si conoscono e dove le vite di ognuno si intrecciano inevitabilmente.
In tutto il libro si respira la voglia di riscatto, i personaggi vivono nella speranza che la loro vita migliori e intanto Viareggio assomiglia sempre di più ad un luogo pieno di malinconia e solitudine.

Elena vuole diventare una ballerina, è tutto ciò che desidera dall'età di nove anni e che la fa respirare. Eleonora, madre di Elena, è una giovanile quarantenne ancora molto bella che il tempo però ha segnato; abbandonata dal marito entra successivamente in uno stato emotivo altalenante.

Rino è un triste vedovo, la cui moglie è morta prematuramente per un cancro. E’ solo, ma sembra quasi che il fato lo abbia punito per non essersi accorto prima di ciò che aveva, per non aver apprezzato l’amore incondizionato che riceveva dalla moglie e che il figlio avrebbe voluto tanto donargli, ma con scarsi risultati.

Jacopo, figlio di Rino, è scappato di casa da un padre assente e anaffettivo, vive in una baracca nella pineta e per una volta nella sua vita prova la gioia di essere guardato con gli occhi dell’amore: incontra Elena e se ne innamora subito.

Ivano è un ricco immobiliarista inviso dalla gente del posto solo per essere benestante e per aver portato avanti l’attività di famiglia in modo soddisfacente. Cucinare è la sua grande passione, decide di partecipare ad un talent culinario ottenendo una vittoria. Nulla però cambia, tutti continuano ad odiarlo ma lui vuole comunque cavalcare l’onda di notorietà.

Tutte queste vite hanno in comune la solitudine, il rimpianto di non avere vissuto davvero ciò che desideravano, tuttavia la loro Viareggio riserverà ad ognuno qualcosa di inaspettato. Alla fine non importa se si è ricchi, vecchi o giovani: non si sfugge al destino.
La scrittura di Chiara è poetica e mai banale, anche nelle descrizioni della città non spreca metafore opportunamente inserite. Parla di sentimenti senza descriverli, ma semplicemente facendoli vivere al lettore.  Sembra di essere spettatori della vita dei personaggi.
Leggendo “Perdonami se rido” mi sono commossa, indignata e appassionata.
Un finale a mio parere giusto dal punto di vista narrativo, ma al tempo stesso duro per quanto riguarda l’evoluzione della storia

Grazie Chiara per le tue parole e per aver dedicato tempo e cura alla scrittura!

Un saluto “malinconico” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia
Parole in scatola

martedì 12 settembre 2017

Tutto il tempo che vuoi - Giunti - Francesco Gungui

Recensione: “Tutto il tempo che vuoi” di Francesco Gungui
Edito da Giunti
A cura di Giulia De Nuccio 
(Parole in scatola)


In un giorno in cui avevo bisogno di aria fresca e di passare del tempo con la mia persona speciale, mi sono ritrovata in libreria, insieme a lui, il mio grande compagno di vita che leggerà queste parole e sicuramente mi chiederà di toglierle o modificare qualche difetto grammaticale (è anche il mio editor). Lavorare con i propri compagni di vita è sempre una sfida, ma la nostra è molto interessante, proprio perché ci appartiene.

Dicevo... girovagando per la libreria, decidiamo di dedicarci alle novità proposte e concederci un piccolo regalo. Così una copertina rossa e bianca - che ahimè, purtroppo, ricorda un altro libro secondo me tanto famoso quanto poco edificante - attira comunque la mia attenzione. Leggo il titolo e riconosco che è una frase piena di significato per quanto mi riguarda... si chiama “Tutto il tempo che vuoi” di Francesco Gungui edito da Giunti.
Rifletto sul titolo e mi vengono in mente tutte le dediche che ho ricevuto dagli scrittori che ho incontrato: “Per Giulia, che si prenda cura del suo tempo” oppure “ “A Giulia, buon viaggio” ed altre simili. Il tempo ed il viaggio sono argomenti ricorrenti nella mia vita, soprattutto nei piccoli racconti che scrivo, storie di vita quotidiana un po’ infarcite e condite da aspetti romanzati.

Ho scelto questo libro perché attirata dal titolo e soprattutto incuriosita dalla trama: un protagonista normale alle prese con vicende di vita quotidiana anche se bizzarre.
Franz è un editor piuttosto bravo e lavora per una grande casa editrice, segue con passione i suoi clienti e cerca di dare un valore culturale al proprio lavoro. Insomma è l’integerrimo consulente che preferisce pubblicare un lavoro di qualità anche se non molto redditizio, ma che racconti qualcosa di interessante. Un giorno gli viene proposto di curare l’editing di un libro erotico, genere che lui ha sempre detestato. Nonostante si sforzi di aiutare l’autore, dando consigli e cercando di rendere il libro più leggibile, decide categoricamente di non proporlo al suo capo redattore e quindi di non farlo pubblicare. L’autore del libro in questione si rivolge quindi ad un altro editore e, in fase di pubblicazione, si scopre che incredibilmente il libro sta vendendo migliaia di copie! Franz viene perciò licenziato e nel frattempo si lascia pure con la fidanzata. A questo punto tutto il suo mondo crolla definitivamente. Tuttavia un involontario ed inaspettato “Piano B” cambierà nuovamente la vita di Franz...

E’ una vicenda piena di passione, sembra quasi un diario più che un romanzo, una storia colma di elucubrazioni mentali, di riflessioni che probabilmente potrebbero appartenere anche all'autore del libro, Francesco Gungui. Nonostante a volte quest’ultimo si dilunghi in modo piuttosto frequente nelle varie paturnie del personaggio, la narrazione non risulta appesantita.
Il messaggio che credo voglia lanciare lo scrittore, o per lo meno quello che io ho percepito, è che non importa quali piani facciamo poiché la vita non sarà mai come la immaginiamo e forse è molto più interessante così. Il personaggio di Franz matura all'interno del romanzo e si rende conto che in fondo ciò che lui si aspetta non necessariamente è ciò che lo fa star bene.

Francesco è un autore a me sconosciuto, nonostante non sia il suo primo romanzo e la biografia mi suggerisce che prima di arrivare a “Tutto il tempo che vuoi” abbia sperimentato vari ambiti e generi letterari. Mi piace chi non si ferma ad un unico mondo ma desidera esplorarne altri.

Mi ha anche colpito piacevolmente una frase nei ringraziamenti ovvero: 
scrivimi su Facebook, se ti fa piacere, o cercami su Instagram così quando faccio qualche presentazione dalle tue parti, sarai informato e potremo vederci di persona...”
E’ bello che uno scrittore non si nasconda dietro al suo lavoro ma voglia fare un uso corretto dei social, ovvero creare comunicazione senza però tralasciare l’aspetto relazionale concreto: l’incontro personale con i fan, aspetto che dovrebbe essere fondamentale nell'ambito letterario.

Sono contenta di aver trascorso del tempo in quella libreria e sono contenta che il mio fidanzato mi abbia regalato questo libro!

Che dire ancora?

Un saluto “viaggioso” a tutti!

La vostra blogger,
Giulia