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venerdì 19 giugno 2015

Una nuova sfida..

Ciao a tutti!

Da poco è nata una collaborazione con un altro blog http://afreeword.wordpress.com, di cui Andrea Venturotti, è uno dei componenti.
Un giorno per caso, questa volta grazie al web, ci siamo parlati e abbiamo avuto l'idea di decidere un tema e di scrivere qualcosa che potesse essere diverso e complementare allo stesso tempo.
In questo post troverete due nostre storie dedicate al tema del "Viaggio".
E' divertente e gratificante notare come due menti diverse e due perfetti sconosciuti siano stati in grado di interpretare lo stesso tema. Un'amicizia nata dal web, una collaborazione che speriamo possa continuare.
Buona lettura!



IL PRIMO VIAGGIO

DI GIULIA DE NUCCIO

Si erano incontrati solo un anno prima, 
ma avevano deciso di programmare quel viaggio fin da subito. Era stato uno dei cardini dell’inizio         della loro relazione.
 “Voglio vivere in Scandinavia, è un un punto fermo della mia vita, cosa ne pensi?”
Emma stette bene attenta, formulò la risposta in modo tale da non ferire i sentimenti di Francesco e soprattutto voleva essere la sua fidanzata, lo aveva aspettato per tanto tempo. Quel momento era arrivato, finalmente anche lei sarebbe stata felice, in fondo la Scandinavia non le dispiaceva. Aveva sempre pensato che prima o poi avrebbe visitato quei posti.
“Un luogo è solo un luogo, non ha importanza dove si trovi, l’importante è che stiamo insieme”
Francesco la guardò, non poteva credere a quelle parole, tutto gli sembrava così perfetto, cosa poteva fare?
Si avvicinò piano, le loro dita si intrecciarono e le loro teste si avvicinarono tenerenamente, restarono in quella posizione per qualche minuto, nessuno dei due credeva che da quel momento le loro strade si sarebbero unite.
“Domani partiamo, sei pronta?”
“A dire la verità non tanto, ho un po’ paura!”
“Tesoro, vedrai andrà tutto bene”
Emma aveva mille pensieri in testa, aveva persino pensato di rinunciare a tutto, non capiva perché quel viaggio la tormentava così tanto.
 Avevano deciso insieme e progettato tutto nei particolari,  i giorni l’avevano accompagnata verso quel luogo tanto desiderato. Cosa le stava succedendo? Perché era così esitante allora?
Prese la mano di Francesco e la strinse fortissimo, poi gli diede un tenero bacio e si addormetò al suo fianco. Ascoltò il suo respiro fino a quando Morfeo non l’avvolse dolcemente tra le sue braccia.
A volte lo sorprendeva sveglio, la guardava teneramente quasi per capire se tutto fosse reale. Quella passione e quell’amore non si erano mai spenti.
Nonostante il sonno profondo, le parole viaggio e Scandinavia la tormentavano, aveva aspettato con speranza e ardore quel momento, ma adesso non era più sicura di niente. Tuttavia sapeva che non c’era possibilità di ritorno. Voleva fortemente stare con lui, ma qualcosa la turbava.
Cosa avrebbero fatto una volta lì? Avevano davvero tenuto conto di tutto? Cosa poteva fare in scandinavia? Il programma che avevano fatto sarebbe stato efficace? Emma aveva sempre desiderato fare la scrittrice, ma non era sicura di avere il talento giusto per poterlo essere davvero, per far si che quella diventasse la sua professione.
Francesco aveva già un accordo con un’azienda di videogiochi, avrebbe fatto ciò che desiderava di più al mondo:  disegnare.
Emma non avrebbe mai accettato di vivere dipendendo da lui, aveva bisogno della sua libertà e dei suoi spazi.
Forse era questo che la preoccupava, forse era la paura di non essere totalmente libera.
“Hey sei sveglia..”
“Si non riesco a dormire..”
“Vieni qui..”
 “Cosa ti preoccupa?”
“E’ un viaggio di sola andata, non si torna indietro, se non trovassi nulla da fare?”
“Ci sono io..e poi non faremo gli eremiti!”
“Ma se è il tuo sogno segreto!”
 “Spiritosa! Hai talento nella scrittura e un romanzo già pronto che in Scandinavia avrà successo!”
“Sei così sicuro..”
“Sono realista..”
“E di parte..”
“E’ vero questo te lo concedo, ma conosco quel luogo, conosco quel mondo e conosco te, ti assicuro che non mento!”
“Va bene..mi fido..”
“Adesso dormiamo, l’aereo non ci viene a prendere!”.
Emma sorrise, sentiva ancora un piccolo nodo alla gola, ma sapeva che insieme formavano una squadra eccezionale e tutto sarebbe andato per il meglio.
La luce del mattino fece capolino tra le finestre ormai spoglie, quel luogo avrebbe avuto un’altra vita, altri avrebbero abitato e riempito quel vuoto.  
Si alzarono per l’ultima volta da quel letto che li aveva accolti e amati.
Presero le valigie e percorsero il vialetto d’ingresso. Francesco si diresse spedito verso il portone del palazzo, Emma lo seguiva diligentemente.

D’un tratto Emma si fermò, lasciò le valigie in piedi di fianco al suo vestito a fiori svolazzante, guardò quel palazzo, quello che l’aveva ospitata e che le aveva permesso d’ incontrare Francesco, una piccola lacrima si permise di pungere i sui bellissimi occhi azzurri, ma lei la cacciò, non erano ammessi rimpianti o dolori, la scelta era stata presa. 

****************

Una guerra persa in partenza
DI ANDREA VENTUROTTI

“Soldati, vi presento il nostro piano di attacco per la giornata di oggi. Come sapete è il weekend, ed è nostro compito rovinare la giornata di riposo al nemico! Siete pronti soldati?!” Domandò il comandante.

“Signor si signore!” rispose in coro tutto il battaglione.

“Bene signori, oggi prenderemo di sorpresa il nemico con un lancio massivo dal cielo! Non capiranno da dove stiamo arrivando! Prima manderemo i soldati semplici, gli ovali  con la testa a punta! Ne voglio minimo tre centimetri capito?!”

“Signor si signore!” mentre si caricavano a vicenda l'uno con l'altro.

“Arriveremo con i nostri sofisticati mezzi volanti in totale silenzio e sorprenderemo i nemici alle undici di mattina, quando tutti saranno già a giro! Gli faremo paura intonando il nostro segnale visivo correlato dal nostro suono tipico! Ogni volta li spaventa!” Rise di gusto il comandante.

Sguardi di complicità e potenza si incrociavano fra i soldati.

“Una volta che la tristezza sarà pervasa nel nemico ci andremo giù ancora più pesanti con il nostro battaglione d'elitè! Voglio che tutta la classe Ice sia in piena forma, quindi vi voglio carichi ma soprattutto freddi!”

“Signor si signore!” stavolta le voci erano diventate  più gravi, profonde e odiose.

Il comandante mostrò il piano d'attacco con gli obbiettivi principali: Macchine costose, capelli ricci, magliette bianche di belle donne e poveri motociclisti. Concluse il suo discorso con le istruzioni di recupero:

“Sapete che tornerete qua, prima o poi. Appena arriverete sul vostro obbiettivo, incanalatevi nei tombini, nelle crepe e nelle feritoie, fate in modo di tornare al mare o cercate il sole per alzarvi in volo fino a qua. Alcuni di voi verranno catturati, ma ricordatevi che prima o poi, tornerete tutti! Auguri, soldati!”

Un urlo di approvazione si disparse tra tutti i presenti.

Il giorno della battaglia era arrivato.

“Ehi piccola, andiamo a pranzo fuori oggi? Sai che la domenica è l'unico giorno che ho libero...”

“Ma certo amore, che ne dici se andiamo anche al lago nel pomeriggio?

“Certo, non vedo l'ora! Odio stare in casa, poi con tua madre! Non ci voglio nemmeno pensare”.

Appena la coppietta uscì da casa, un nuvolone nero lanciava fulmini e cominciava a sganciare i le prime gocce di pioggia. La faccia di lui era una cera bianca e scontenta. Non poteva crederci.

“Dai, non può essere sempre cosi! Ogni volta! Ogni santa domenica piove! Stavolta ci avevo pure creduto! No!”

“Dai tesoro, lo sai, è solamente il caso, non crederai per davvero che c'è un Dio che ti va contro dandoti sempre delle domeniche da passare con mia madre!”

“No amore mio, non penso questo, però sembra davvero che la pioggia si metta d'accordo con le nuvole per arrivare sempre dove sono io!”

“Non ti preoccupare amore, è solo che la natura fa il suo viaggio e il suo corso”

Le gocce e la grandine andarono incontro al loro destino, portando a termine la missione di rovinare il weekend a questa povera coppia, allacciarono i loro caschi, si misero gli occhiali ed uno dopo l'altro caddero nell'infinito viaggio che la natura ci mostra ogni giorno. Peccato che nel weekend si impegni molto ma molto di più.

“Missione compiuta signore!” Affermò il sotto ufficiale

“Bene, Earl, vai a congratularti con i superstiti e aspettiamo che tornino gli altri, tra poco ci sarà il sole e torneranno tutti qua da noi. Digli di prepararsi. La prossima settimana faremo piovere di Sabato”.

“Signor si Signore!” concluse il sotto ufficiale in comando prima di congedarsi.