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mercoledì 1 luglio 2015

Un piccolo viaggio in un racconto.. :-)








IL VIAGGIO DELLA VITA
di Giulia De Nuccio

La radio trasmetteva solo musica commerciale. Erik era davvero contrariato, amava la musica! Rock, italiana, country, rap, non faceva differenza, ma la commerciale era davvero fuori discussione.
Ascoltare Kety Perry con la canzone Roar non era da lui! Che poi cosa voleva mai dire Roar?
Quel giorno aveva deciso di rimanere a casa, in fondo l’articolo poteva scriverlo direttamente sul suo computer, l’era di internet aveva i suoi vantaggi.
Lavorava per un giornale d’avanguardia da molto tempo, ne aveva viste di tutti i colori, ma ormai si era reso conto che di avanguardia il “National News” non aveva più nulla. Si occupava della rubrica viaggi. Doveva viaggiare sempre da una parte all' altra del  mondo. Si sentiva un vagabondo, questa vita cominciava a stargli stretta, nonostante i viaggi fossero essenziali per lui. Tuttavia non riusciva più ad instaurare vere amicizie se non mantenere quelle con i pochissimi storici amici che resistevano alle sue intemperanze.
Erano anni che non aveva neanche una storia fissa, cosa gli stava succedendo? A volte aveva l’impressione di essere diventato il classico quarantenne single belloccio che pensa solo al lavoro.
La verità era che gli mancavano le vecchie abitudini, ma soprattutto gli mancava LEI.
Il suo cuore aveva ceduto il posto alla voglia di successo, alla voglia di emergere e così Rachel se n’era andata, lo aveva piantato nella sua stessa casa con un biglietto: “Goditi il caffè, io mi godrò la vita!”.
Erik aveva deciso che da quel momento non ci sarebbe stata più nessuna Rachel, ne tanto meno
 l' originale gli avrebbe impedito di essere felice.
Tuttavia una parte di lui ne sentiva la mancanza, avrebbe voluto dirle che solo lei gli aveva donato quell'amore che difficilmente sarebbe ritornato, ma ormai il passato non poteva più tornare.
I pensieri lo inseguivano, non lo lasciavano in pace. Si alzò dalla sedia di scatto, l’articolo era finito e stava facendo tardi. Si vestì con l’unica camicia di lino pulita che aveva e si infilò le solite snickers nere, prese le chiavi dell’auto nuova, una bella slk nera e del suo appartamento immensamente vuoto e uscì di casa.
Era arrivato il momento dell’aperitivo, i suoi amici lo stavano aspettando da almeno mezz'ora, era convinto che tutte le volte che lo invitavano fuori gli comunicassero un orario sbagliato solo per prenderlo in giro e dirgli che era il solito inaffidabile.
Erik era sempre stato un cittadino del mondo con la conseguenza che il tempo per lui era una questione relativa. Non aveva orari e non aveva vincoli, forse per questo anche la relazione con Rachel era naufragata.
Arrivò come sempre in ritardo al bar, il suo bar, quello che frequentava da quando portava i pantaloni corti.
Il Red non chiudeva mai, almeno si poteva contare sul caffè delle cinque di ritorno dai suoi viaggi.
Cercò con lo sguardo il tavolo dei suoi amici, tanto era sempre lo stesso da una vita.
Non credette ai suoi occhi, era lì, proprio lei, lì seduta tra i SUOI amici, quelli che gli avevano sempre detto che la perdita di Rachel era la cosa migliore che gli potesse capitare, tanto viaggiava sempre, cosa se ne faceva di una palla al piede come lei?
E adesso era davanti ai suoi occhi che rideva con quel sorriso fantastico! Rachel si toccava i capelli in modo così sensuale che Erik si sentì stordito. Non provava più quella sensazione da tanto tempo, forse troppo. In un attimo tutto riaffiorò nella sua mente, l’amore, gli occhi lucidi, i momenti belli, quelli brutti, la bocca e le mani di Rachel, la sua risata. Tutta la sua vita gli sembrò vuota senza di lei, gli sembrò insignificante.
All'improvviso non gli importava se se n’era andata così, se gli aveva lasciato solo un biglietto.
Lui aveva fatto di peggio, l’aveva lasciata andare, l’aveva trattata come uno dei suoi viaggi, un’esperienza da scrivere e archiviare una volta fatta.  Si sentì il cuore in fremito, lo aveva svuotato di qualsiasi sentimento profondo potesse riempirlo, ma ora quel vuoto era pronto per essere colmato. Non era un ritorno al passato, ma un futuro in arrivo.
Si avvicinò con cautela al tavolo, le rivolse uno sguardo, lo stesso che aveva quando avevano litigato e volevano fare pace.
Lei alzò il volto, diventò improvvisamente seria, lo guardò come non aveva mai fatto. Rachel gli rivolse uno sguardo che lui aspettava da tempo, lo stesso che lo aveva abbandonato fisicamente, ma che il suo cuore non aveva mai dimenticato.

Rachel non disse una parola, intrecciò le sue dita a quelle di Erik e come un angelo lo portò via.