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giovedì 3 dicembre 2015

Recensione "Un segreto non è per sempre" di Alessia Gazzola


RECENSIONE “UN SEGRETO NON E’ PER SEMPRE”
Di Alessia Gazzola
Edito da Tea
A cura di Giulia De Nuccio

Qualche tempo fa ho comprato per curiosità un libro, “L’allieva” di Alessia Gazzola.
Ammetto che non conoscevo questa autrice, con le mie stesse orgini siciliane.
Ho letto il libro e ho visto del potenziale, Alice Allevi, protagonista della serie della Gazzola è un personaggio davvero ben costruito. E’ stato il motivo per il quale ho dato un’altra possibilità all’autrice. E’ una sorta di “Bridget Jones” italiana e medico.
Il libro l’ho trovato piacevole, ma forse essendo abituata agli scrittori scandinavi, la struttura presentava delle carenze che sono state recuperate sul finire della storia.
Per esempio in alcuni punti la storia d’amore tra la Allevi e il figlio del suo capo, Arthur, era un po’ forzata, sembrava essere stata aggiunta dopo e seguire il solito cliché dell’amore tra alunna e uomo di successo, non combaciava correttamente con il resto della narrazione. Insomma un libro che poteva essere sviluppato in modo migliore. Tuttavia una vocina dentro di me mi suggeriva di dare un’altra possibilità a questa giovane scrittrice. 

Perciò ho deciso di leggere “Un segreto non è per sempre”.

Trama: Alice Allevi è una specializzanda presso il reparto di medicina legale di un ospedale romano. Non sembra essere una delle allieve più brillanti, tuttavia possiede un poteziale che unito alla sua professione fa di lei un’apprendista perfetta, ovvero l’intuito.
In questo episodio Alice Allevi si ritrova davanti all’autopsia di un grande scrittore, Konrad Azais, ma questo compito non sarà semplice. Alice insieme all’ispettore Calligaris unisce le sue competenze mediche con quelle investigative. Cosa nasconde la morte di Azais? Quali segreti scopriranno i due? Cosa nasconde la famiglia Azais?

“Un segreto non è per sempre” è un romanzo scorrevole, piacevole e ben strutturato. La protagonista è impacciata, a prima vista ingenua e pigra, ma con un intuito da vera detective. I personaggi secondari che girano intorno a lei non sfigurano, ma la supportano. Ognuno dei protagonisti del romanzo ha un ruolo che compone la storia come un puzzle perfetto.
Aggingerei anche che i personaggi alla fine della storia, pur mantenendo le loro principali caratterstiche, evolvono, crescono e impararno da ciò che accade loro. Quest’ultimo è un elemento da non sottovalutare all’interno di una storia.
Il libro è ironico pur essendo un giallo. Se posso permettermi, Alessia Gazzola mi ricorda la scrittrice inglese “Sophie Kinsella”, spero di farle un complimento, poiché credo che entrambe abbiano in comune la particolarità di descrivere argomenti difficili attraverso un linguaggio ironico ed efficace.  
In questo suo romanzo edito da Tea troverete anedotti, episodi drammatici e passione.  Non è semplice mischiare ironia con drammaticità, ma Alessia Gazzola è stata capace di farlo con maestria.

Un libro che consiglio, con un finale a sorpresa!

Un saluto “intuitivo” dalla vostra blogger.

Giulia