Google+ Followers

mercoledì 20 gennaio 2016

Recensione: I fratelli Kristmas di Giacomo Papi - Ed. Einaudi

I FRATELLI KRISTMAS
Un racconto di Natale
Di Giacomo Papi
Ed. Einaudi

A cura di Giulia De Nuccio

Le vacanze natalizie sono solo un lontano ricordo, qualcuno direbbe “meno male” mentre qualcun altro vorrebbe tornare indietro nel tempo.
Io, poco prima delle vacanze in una libreria, mi sono imbattuta in un libro che ha attirato subito la mia attenzione “I fratelli Kristmas” di Giacomo Papi.
A prima vista mi hanno colpito due cose: la copertina, disegnata da un professionista di nome “Gipi” (per chi non lo conoscesse, beh internet vi darà la soluzione!), e la sinossi.
Per me sono due cose molto importanti per non dire fondamentali, non per un motivo estetico, ma perché entrambi gli elementi devono in qualche modo riassumere l’anima del romanzo. Gipi ci è riuscito perfettamente con la realizzazione della copertina.
Così ho chiesto di riceverlo in regalo e la notizia deve essere arrivata a Babbo Natale, l’ho ritrovato sotto l’albero.

Trama:
E’ la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas si è beccato un’influenza epocale. Riceve l’ordine di non alzarsi dal letto, deve curarsi. Se dovesse uscire ed esporsi alle temperature polari del suo regno, il Natale si estinguerebbe.
Così l’incarico viene dato a due strambi individui Luciano Kristmas, fratello di Niklas e “uguagliatore” (cosa significherà mai?) e un famoso nano “picchiatore” (chissà che male!) Efisio. Mentre il nano responsabile del tempo lo rallenta, i due partono per eseguire il loro compito.
Il viaggio non sarà privo di imprevisti, il malvagio Panicus Flynch tenterà in ogni modo di impadronirsi del Natale anche sguinzagliando creature malvagie.
Tuttavia, ad aiutare i due ci saranno due bambini “reali”, Maddalena e Pietro, di nove e dodici anni; il loro coraggio aiuterà Luciano ed Efisio.
Ce la faranno a salvare il Natale? I bambini del mondo riceveranno i regali in tempo?

Mi sento di definire questo romanzo con due termini particolari ovvero fantasioso e variopinto.
E’ una storia circolare, così come inizia finisce e tutto torna.
Il mondo fantasioso si intreccia con il mondo reale, creature realizzate dalle matite di famosi scrittori vivono, in carne ed ossa, ed interagiscono con i “veri” bambini.
C’è un filo sottile che lega fantasia e realtà; in questo l’autore è davvero abile, riesce a spiegarlo e realizzarlo in modo molto efficace.  La scrittura è semplice e diretta, coerente con l’atmosfera “fiabesca”.


Ci sono forse troppi personaggi dai nomi impronunciabili e assurdi che mettono un pochino in difficoltà il lettore, poiché difficili da ricordare tutti. Alcuni soggetti secondari  saranno invece determinanti per lo svolgimento della storia.
Per esempio uno di questi si chiama Astrid, è una bambina nana (la più piccola del mondo!).
Viene nominata più o meno all'inizio del romanzo e poi durante la storia il suo ruolo non viene più preso in considerazione. Tuttavia alla fine svolge un ruolo fondamentale e decisivo per la riuscita dell’impresa.

Verso la metà del libro, ho avuto l’impressione che lo scrittore avesse “perso un pochino la bussola”, come se si fosse in qualche modo fatto trasportare brevemente dalla scrittura perdendo di vista il filo conduttore della storia.
Inoltre alcuni dialoghi attribuiti ad uno dei protagonisti, per la precisione Maddalena, sono un po’ troppo “articolati” per essere stati detti da una bambina di nove anni. Per tutto il romanzo Maddalena è una normale bambina con tutte le domande curiose ed ingenue che la caratterizzano. Verso la fine invece fa una constatazione filosofica come se fosse uno dei “Peanuts” (Non sapete chi sono? Anche in questo caso vi lascio la curiosità di scoprirlo!) questo aspetto è contraddittorio. Tuttavia, l’autore può aver voluto sottolineare in modo evidente l’evoluzione del personaggio.
Altri soggetti invece sono geniali e ben realizzati, degni di una fantasia molto fervida.

In seguito l’autore riprende in mano lo svolgimento del romanzo e comincia l’azione, la storia subisce una scossa e finalmente si arriva ad una conclusione.
Ciò che colpisce di più, secondo la mia opinione, è come attraverso una storia classica, l’autore riesca a toccare numerosi argomenti come l’uguaglianza, la giustizia e la possibilità di dare ai bambini una vita più serena anche attraverso un piccolo gesto, un piccolo regalo.

Che dire? Leggete questa favola, vi darà parecchi spunti, artistici e di riflessione.

Un saluto fantasioso a tutti!

La vostra Blogger,

Giulia

Ps: un piccolo consiglio di lettura, non sottovalutate le note a piè pagina, sono esilaranti e a volte vi conducono a capire la storia come una strada maestra.