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giovedì 24 marzo 2016

Recensione corso “Le capacità educative individuali: un percorso tra interiorità e relazioni con gli altri”

Recensione corso “Le capacità educative individuali: un percorso tra interiorità e relazioni con gli altri”
A cura di Giulia De Nuccio



Con questo articolo voglio spaziare ancora di più, voglio farvi partecipe di un corso che ho seguito recentemente.  Tutte notizie fresche fresche di giornata!

Un’amica di famiglia, nonché docente e relatrice, mi chiede di frequentare un mini corso sperimentale di quattro ore sulla comunicazione e l’interiorità.
E’ almeno un anno che vorrei partecipare ad un evento come questo e non ne ho trovati di interessanti, perciò quale occasione migliore se non accettare l’invito?
Così mi sono recata presso la Cooperativa Sociale Equipe di Gallarate (città dove vivo al momento) e ho ascoltato le parole di Annalisa Cantù ed Alessandro Parrinello.
Le relazioni come la comunicazione sono sempre argomenti delicati, campi in cui è spesso difficile muoversi e comprendersi.
Annalisa e Alessandro due giovani e competenti counselor, hanno sviscerato e approfondito tutti gli aspetti della comunicazione e della consapevolezza di sé.


Alessandro ha esordito parlando di comunicazione del corpo, "recettività", "sensorialità" e "sovrastrutture mentali/sociali".
Sembrano paroloni difficili da intellettuali di salotto, ma in realtà fanno parte della nostra vita di tutti i giorni. Spesso ci relazioniamo con qualcuno, che sia per lavoro o per piacere non ha importanza. Cosa dice il nostro corpo? Esprime realmente ciò che stiamo pensando? Ci aiuta a mostrare il nostro pensiero o i nostri sentimenti? Ci sono varie forme di espressione e ognuna di loro se non usata correttamente può essere filtrata in modo sbagliato, quindi non capita.
A volte però la nostra mente ci rende dipendenti da sovrastrutture mentali che spesso la stessa società ci impone, ma che in realtà il nostro corpo non accetta e le combatte come può.
Così mentre il relatore parlava, io ho pensato ad una frase che poteva racchiudere tutto ciò che lui ci stava spiegando. “Il corpo comunica, la mente confonde”.  Si lo so sembra una frase da film , ma vi assicuro che riassume molto dell’intervento che ho ascoltato. J

Poi è arrivato l’intervento di Annalisa che ci ha fatto fare un piccolo gioco. Ci ha chiesto di spiegare il concetto di comunicazione ad un extra terrestre. Con un po’ di immaginazione l’extra terrestre può capire la nostra lingua e se noi siamo bravi possiamo anche essere in grado di dire cos’è la comunicazione. Ad ogni modo non è assolutamente facile rispondere a questa domanda, soprattutto senza usare la parola “comunicazione”. La mia mente ovviamente ha cominciato a pensare a cosa poteva produrre ed essendo una “creativa”, (mi spiace sono fatta così!) J ho risposto: “Dare qualcosa a qualcuno”.
Ho sempre pensato che “Il Dare” non preveda per forza un “Ricevere”, quando si comunica si dà e a volte questo gesto è più importante dello scambio anche se la comunicazione comporta obbligatoriamente un tipo di ritorno.
Ho passato quattro ore in una sala riunioni, con un tavolo enorme, altre otto persone intorno a me tutte straniere, io ero una delle poche “indigene”, erano tutte donne che fanno un lavoro davvero impegnativo e che nonostante tutto erano lì ad ascoltare educatamente ed attentamente tutte insieme. Devo ammettere che per la prima volta le “donne” hanno fatto gruppo, di solito non è così. Forse la comunicazione aiuta anche in questo. Voi che ne dite?

Insomma che dire? Come posso riassumere questo corso?

Forse con un “Buona vita comunicativa a tutti!”
Grazie per aver letto le mie parole, grazie per tutto il supporto che mi date.
La vostra blogger


Giulia