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mercoledì 13 luglio 2016

Recensione fumetto: L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau di José Angel Labari Ilundain (Jali)


Recensione fumetto: L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau 
di José Angel Labari Ilundain (Jali)
Logos edizioni 
A cura di Giulia De Nuccio


In queste giornate afose, senza mare e senza piscina in giardino, cerco di rilassarmi e di immaginare mondi migliori leggendo. Ogni lettore quando si immerge in un libro fa il suo viaggio, la cosa speciale è che nessuno farà mai lo stesso! E questo è davvero magnifico, perché lo scrittore sa che chi leggerà il suo libro, fantasticherà su cose che magari l’autore stesso non sapeva. La fantasia è il viaggio più bello!

In un certo senso, il filo conduttore dei disognatori e di Parole in Scatola è proprio il viaggio, quindi perché non leggere un fumetto bellissimo, romantico e appassionato? Di cosa sto parlano? Del libro  “L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau”  dell’autore spagnolo José Angel Labari Ilundain (Jali) edito da  Logos edizioni rigorosamente acquistato presso la Libreria Cibrario di Acqui Terme ( luogo ormai familiare ai disognatori e tappa obbligata ogni volta che si recano in quel di Acqui).

Appena ho iniziato a leggere questo fumetto, mi sono immersa in un mondo in bianco e nero, sono tornata bambina, quando esistevano solo le favole dei Fratelli Grimm, terrificanti e ombrose; eppure noi bambini di un tempo le ascoltavano con tanta attenzione e passione...

Trama.
Olivier nasce ricco, da una famiglia potente, ma presto si accorgerà che la vita non riserva sempre delle belle sorprese. Infatti cresce solo, alla mercé di duecento freddi e cattivi domestici.  Un giorno però la sua vita cambia, fa un incontro inaspettato, rimane affascinato da Estel, una donna che incontra solo una volta in maniera fugace. Quell’incontro lo sveglierà dalla solitudine che era stato costretto a vivere, comincerà a studiare le stelle e da quel momento inizierà il suo personale viaggio.


“L’ultimo grande viaggio di Olivier Duveau” è un fumetto onirico, geometrico e pieno di magia. Penserete che sono impazzita perché tutti questi aggettivi non sono di certo armoniosi fra loro, ma credo che racchiudano perfettamente ciò che si vede e si sente leggendo questo libro.

I disegni sono squadrati, le inquadrature pressoché regolari, i paesaggi sono un insieme di forme geometriche ben assemblate dove  persino i volti umani dei personaggi sono tanti piccoli triangoli e rettangoli, ma nonostante la rigorosità spigolosa del disegno, l’atmosfera è magica, romantica. Gli sfondi sono neri, creano uno stato cupo e malinconico allo stesso tempo. 

Solo in alcuni momenti della storia lo sfondo diventa bianco, soffice ed etereo senza gabbie e restrizioni. Si ha l’impressione di stare in un puzzle, qualcosa che l’autore compone insieme al lettore.

E’ un fumetto a livelli, il lettore viene portato per mano, passo dopo passo verso un finale, forse capibile già dal titolo, ma molto romantico e ben studiato.  Il finale infatti risulta una naturale conseguenza della storia, qualcosa di ciclico ed inevitabile. Niente muore davvero quando è vissuto e voluto intensamente. 

Le persone non si incontrano per caso, così come il protagonista non incontra per caso la donna che amerà per sempre, ma che non “conoscerà” mai.
Non voglio ovviamente rovinarvi la sorpresa, ma vi do' un consiglio, non chiudete il libro troppo presto, state bene attenti alle parole finali dell’autore, un dono inaspettato vi stupirà.


Non è un libro per grandi o piccini, è una storia che secondo me merita di essere annoverata come qualcosa di esperienziale. Leggendo mi sono ritrovata in una bolla, la narrazione mi trasportava e non sentivo e non vedevo null’altro se non le immagini che mi circondavano. Mi sentivo spettatrice di quella storia che parlava di sogni, di amore e di vita. Il protagonista è un sognatore, un uomo curioso che vuole esplorare la vita e i luoghi che la toccano. Se posso permettermi potrebbe essere un  nuovo “piccolo principe” con messaggi che vanno al di là del tempo e dell'età, quindi un libro per tutti.

Spero di avervi incuriosito e che anche voi siate entrati nel favoloso mondo in bianco e nero del “L'ultimo grande viaggio di Olivier Duveau”.
Che dire ancora?

Buon viaggio a tutti e non dimenticate di leggere!

Un saluto “viaggiante” a tutti!
La vostra blogger,

Giulia