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sabato 6 agosto 2016

RUBRICA STORIE DI VITA QUOTIDIANA "LEGAMI DI PARENTELA"


STORIE DI VITA QUOTIDIANA: LEGAMI DI PARENTELA


Ho sempre pensato che le etichette non siano necessarie, essere mamme, zii, sorelle o fratelli, padri o altro, è solo un modo per etichettare, quando in realtà non serve perché siamo tutte persone.


Le famiglie sono fatte di persone e non è detto che siano unite solo perché facenti parti di un nucleo ristretto. La società è composta da individui diversi fra loro, da situazioni e mondi diversi.

Poi ci sono i giorni in cui nasce un bambino e ti scatta un pensiero: “sto invecchiando!”
Pensi a quando ti riconoscerà e se ci sarai, a quando conoscerà il mondo e non tutto gli piacerà. Poi pensi ai bimbi in generale a quante cose assimilano all'inizio della loro vita e con quale stupore guardano l’universo. Sono curiosi, divertenti e buffi, fanno cose normali, ma a noi adulti sembrano straordinarie.

Davide (altro disognatore) ha l'abitudine di chiamarli “paffi” perché sono paffutelli e simpatici. In fondo è così, sono un piccolo mondo morbido fatto di occhi grandi e sorrisi.

Ho avuto molti nipoti nella mia vita, molti bambini mi hanno chiamato zia, senza avere legami di parentela, alcuni lo fanno ancora oggi altri hanno preso strade diverse non per decisione loro ovviamente. Tutti questi bimbi mi hanno insegnato parecchie cose, tra cui proprio ciò di cui vi sto parlando, il bene incondizionato.
I bambini si affezionano a chi dona loro affetto, a chi li capisce e li rispetta non hanno pregiudizi o etichette, sono liberi e spontanei.

Credo di essere una baby sitter mancata, magari potrei riprendere questa carriera, che ne dite?
Scherzi a parte, che dire ancora?

Un saluto “paffoso” a tutti!

La vostra blogger,
Giulia