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domenica 11 settembre 2016

STORIE DI VITA QUOTIDIANA: Diversità, Abilità e "Piero e il brucofarfalla"

STORIE DI VITA QUOTIDIANA: DIVERSITA’ E ABILITA’
Piero e il brucofarfalla illustrazioni Simona Binni

Questa volta non si tratta di un viaggio o del mio peregrinare insieme ai disognatori, bensì di una rete più ampia; qualcosa che, non so se purtroppo o per per fortuna, mi ha trascinato nuovamente in un mondo diverso fatto di abilità e diversità.
Quando avevo solo quattordici anni mi sono scontrata con questo mondo, non per volontà, ma per necessità. Ero una ragazzina indifesa e mi sono trovata inghiottita in una voragine fatta di pregiudizi e fobie. Io stessa avevo paura, intorno a me si era creato un vuoto troppo grande per poterlo colmare, ero sola, vivevo in solitudine, ma non di quella sana e pacifica, di quella imposta ad una bambina di quattordici anni che invece vuole fare le cose normali di quella età. Le persone mi evitavano ma non ero io “la diversa”, io ero solo la sorella, quella che viveva nella stessa casa con “il disabile”. Tuttavia nella mia vita ho imparato che avere un handicap non è un insulto, ma una condizione non scelta e soprattutto non voluta.
Quante volte io stessa sono stata trattata come “la diversa” – spesso equivaleva a dire “sei mia amica e con te non ci proverei mai!” - eppure non avevo nessun handicap, ma era una cosa che mi faceva soffrire molto ugualmente... Quante volte ho raccontato a quelle che pensavo fossero mie amiche: “sai, mio fratello ha la “sindrome da X fragile” ma non ho mai conosciuto nessuno più intelligente di lui!” Meglio che non descriva la faccia dei miei interlocutori quando a circa sedici anni ho spiegato davanti a tutta la mia classe delle superiori (costretta dall'insegnante di religione) in cosa consisteva la sindrome...
Poi in questi giorni ho chiacchierato con Simona Binni, una disegnatrice che non credo dimenticherò facilmente. Mi ha riportato in questo mondo di diversità, ma in modo così romantico, da farmi pensare a ciò che ho vissuto come qualcosa da ricordare solo per imparare a capire che la diversità è qualcosa di molto più complesso e spesso colorato di un grigio mondo stereotipato, come molti pensano.
Simona ha illustrato un libro, anzi un progetto che si chiama “Piero e il brucofarfalla”. E’ una storia illustrata per piccoli esploratori del mondo, semplice, con poche scritte e tante illustrazioni morbide e romantiche. Ha saputo cogliere la delicatezza di questo argomento e disegnarlo con naturalezza e tanta sensibilità. Il brucofarfalla è un essere strano, tenero, goffo e leggiadro allo stesso tempo. 
Esce dal bozzolo, ma non smette di essere bruco, tuttavia impara ad essere una bellissima farfalla.  E’ un libro che parla di disabilità, di un ragazzino che  nonostante le difficoltà motorie non viene escluso e non si esclude a sua volta, si impegna, osserva e impara a volare da solo.
Questa è solo una favola, ma tutti vorremmo che fosse la realtà. Tante persone lavorano perché sia davvero così. Questa storia mi tocca tanto, forse perché l’ho vissuta sulla mia pelle, non solo perché sorella di un ragazzo disabile, ma anche perché sono stata anche io nel mio piccolo un bruco incompreso, che poi ha potuto e voluto diventare una farfalla che si è colorata con il tempo.

Devo ringraziare anche Federico Valerio di 11Radio che mi ha spiegato con pazienza in cosa consiste “Brucofarfalla”. 
Un grazie speciale a Simona Binni, senza di lei non sarei venuta a conoscenza di questo progetto davvero bello.
Come vi accennavo prima, non è solo un libro, ma un progetto vero e proprio che sta nascendo piano piano, trenta ragazzi con diverse disabilità e tanta voglia di “uscire dal bozzolo” collaborano tutti insieme, una piccola e speciale redazione nella nostra capitale. Vi lascio tutti i riferimenti, andate a vedere di cosa si tratta.. Non ve ne pentirete! Il libro illustrato di cui vi ho parlato è stato scritto proprio da loro, da questi ragazzi speciali.

Vi segnalo il sito della casa editrice Brucofarfalla: www.ilbrucofarfalla.com dove potrete trovare tutte le informazioni necessarie su questo progetto.
Visitate anche www.undiciradio.it o contattate su Facebook Federico Valerio.

Grazie per la pazienza e per aver condiviso con me una storia di vita quotidiana molto personale!

Ancora un grazie particolare a Simona e Federico, non dimenticherò questa recensione e il vostro lavoro.

Un saluto “diverso” a tutti.
La vostra blogger,
Giulia