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venerdì 21 ottobre 2016

STORIE DI VITA QUOTIDIANA: LIBRO, SILENZIO, SOLITUDINE


STORIE DI VITA QUOTIDIANA: LIBRO, SILENZIO, SOLITUDINE


Ci sono momenti della giornata in cui si ha davvero voglia di tre elementi piccoli, ma preziosi:


 un libro 
del sano silenzio 
un goccio di solitudine



Quando si vive in ambienti affollati e rumorosi, non si vede l’ora di rifugiarsi in questi tre piccoli e preziosi spazi, dove esiste solo ciò che la nostra mente legge e tanto tanto benessere.
Il problema sussiste quando la quotidianità è fatta di innumerevoli e inesorabili silenzi, solitudine e tutti i libri leggibili ormai letti in tre giorni, ma in questo caso sta a noi creare un pochino di caos e magari qualcuno con cui parlare, come un amico sincero.

Mi ricordo tanti anni fa ormai, lavoravo in una web agency, quell'anno l’azienda aveva cambiato sede ed io avrei cambiato “ufficio”. Facevo la receptionist, e ricordo di aver sistemato le ultime cose con il mio capo di allora. Quando mi sono guardata intorno, ho capito qualcosa di molto importante, ma che in quel momento mi ha turbato. Mi sono accorta che sarei stata totalmente da sola, con annesso un bagno privato però, ad uso quasi esclusivo.
Ricordo anche di aver fatto un’affermazione/domanda molto semplice e mi sono sentita una piccola creatura indifesa: “ma così sarò da sola, lontano dal resto dei miei colleghi!”

Era come quando avevo quattro anni e i miei genitori, causa visita topolini di campagna (nota fobia di mia madre), hanno deciso di cambiare casa. Ricordo di aver detto proprio a mia mamma: “ma non torniamo più nell'altra casa?”.
Insomma mi sono sentita sola, relegata in un angolo, un trauma visto che ero stata abituata al chiasso e alla compagnia di colleghi con i quali si poteva parlare ogni tanto.

Poi però ho capito il vantaggio di avere uno "ufficio" in solitario, dove la gente era solo di passaggio e nessuno mi avrebbe mai disturbato nel mio lavoro. Ho cominciato a notare un via vai di gente, persone che venivano a confidarsi o a fare lunghe telefonate nel mio spazio. Nonostante non avessi davvero un luogo solo mio, ho capito che quel posto fatto principalmente di solitudine e silenzio era ambito da molti e per questo spesso veniva profanato.

Così quando tornavo a casa mi ritrovavo con un libro, silenzio e solitudine, tre compagni di viaggio molto rispettosi e desidorosi della mia compagnia.

Che dire ancora?

Un saluto “discreto” a tutti,

La vostra blogger,


Giulia