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mercoledì 16 novembre 2016

LA PAURA FA NOVANTA: “SENZA PIU’ PAURA” DI ROBERTO FANCELLU

LA PAURA FA NOVANTA: “SENZA PIU’ PAURA”

DI ROBERTO FANCELLU

A cura di Giulia De Nuccio

Quando penso alla paura, mi si stringe un nodo attorcigliatissimo che a volte non riesco a sbrogliare. La vita ci pone davanti a molti momenti difficili durante i quali non sappiamo come comportarci e che non vorremmo mai affrontare.
Ci sono situazioni in cui io personalmente ho paura più di altre, paura di non farcela, di non essere all’altezza o di fare una confusione tale da non capirci più niente. Chi di noi non ha mai avuto questo tipo di sensazione?
Credo che ogni singolo individuo nella propria vita si sia sentito spaventato, abbia provato qualcosa dentro che gli stritolava le viscere e gli faceva venire voglia di scappare e andare via senza voltarsi indietro. Le paure non finiscono, ci accompagnano per tutta la vita e ogni volta che ne affrontiamo una, un’altra si affaccia e non ci dà tregua.

Qualche tempo fa,  uno scrittore emergente mi ha chiesto di recensire il suo libro, un thriller davvero introspettivo ed emotivo, “Senza più paura”. L’autore Roberto Fancellu ha dovuto aspettare un po’ più del previsto e di questo mi scuso davvero tanto, però spero di non deludere le sue aspettative.
Quando ho iniziato a leggere questo libro mi ha colpito moltissimo la proprietà di linguaggio di Roberto, un’alta conoscenza delle metafore e di citazioni. Una in particolare mi ha colpita ovvero quella su “Scilla e Cariddi”, chi è siciliano può capire molto bene. 
Il romanzo è un turbinio di introspezioni del protagonista, Massimo, un uomo impaurito dalla vita stessa, devastato dall’alcool spesso suo unico rifugio e certezza. E’ un uomo introspettivo, pieno di domande nei confronti di un’esistenza che con lui non è stata generosa, gli ha portato via troppo e forse Massimo vuole solo un po’ di riscatto.

Roberto ha scritto e delineato un racconto amaro, dove a volte i protagonisti preferiscono la morte alla vita, ma beffardamente sopravvivono al loro stesso desiderio di annientamento.
Stilisticamente è un romanzo promettente, non sempre i salti temporali sono stati ben costruiti e preparati e a volte c’è un’eccesso di introspezione e riflessione da parte del protagonista, tuttavia tutto questo non intacca l’integrità stessa della narrazione. 
Il finale risulta leggermente lungo, un pochino troppo tragico e in alcuni punti ridondante proprio perché probabilmente l’autore si è lasciato trasportare dal sicuro e inebriante viaggio della scrittura.

Grazie Roberto per avermi chiesto di recensire il tuo libro, grazie per la fiducia e per aver scelto me come blogger tra tanti in rete.

Vi lascio un piccolo regalo, un’intervista che Roberto mi ha gentilmente concesso. 

Domanda nr. 1:
Quando hai deciso che scrivere fosse una delle strade percorribili per te?

Anzitutto ti ringrazio per lo spazio che mi hai dedicato. Per rispondere alla tua domanda, devo dire che scrivere un libro non è stata esattamente una decisione cosciente. Ho sempre avuto a che fare col mondo della scrittura, in qualche modo: fin da bambino mi sono cimentato con l'invenzione di fiabe e poesie, poi, da ragazzo, ho cominciato a scrivere testi rap, e da qualche anno ho deciso di dedicarmi alla scrittura di romanzi. Diciamo che è venuto tutto in maniera molto naturale.

Domanda nr. 2:
Il protagonista del tuo romanzo "Senza più paura" è una persona tormentata, tuttavia si concede spesso a pensieri introspettivi. Quanto c'è di te in questo personaggio?

Di me c'è molto in Massimo, sopratutto per quanto riguarda il modo con cui guarda la vita e il sarcasmo con la quale l'affronta.

Domanda nr. 3:
Nel tuo romanzo parli di paura nell'affrontare un trauma e delle difficoltà della vita in generale, ma in sincerità qual è la tua paura più grande?

La mia paura più grande, che in fondo credo sia anche quella di Massimo, è di restare solo. Non la solitudine, che a volte serve per mettere le cose in prospettiva, ma non avere qualcuno a cui importi di me.

Domanda nr. 4:
Cosa ti piace leggere abitualmente?

Leggo di tutto tranne i cosiddetti romance, e le loro varie declinazioni. Comunque, in generale se un romanzo è bello mi piace a prescindere dal genere.

Domanda nr. 5:
Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Sarà sempre un thriller o vorrai cimentarti in qualcosa di diverso?


Idee ne ho molte, ma nessuna ben definita. Credo che il prossimo romanzo sarà un thriller, ma in futuro non escludo di esplorare altri generi.

Un saluto “senza paura” a tutti.

La vostra blogger, 
Giulia