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martedì 20 dicembre 2016

Tornare bambini - Thunder Ben di Vanessa Cardinali

Tornare bambini - Thunder Ben di Vanessa Cardinali

Oggi sono in missione, non solo sono andata a ritirare i volantini per il nuovo progetto disognatori (controllate la nostra pagina Facebook, troverete alcune info), ma mi sto concedendo qualche ora presso la mia fumetteria di fiducia: “Distretto X”.

Ho molte idee che mi frullano per la testa e quando sono in un negozio, come una libreria o appunto una fumetteria, la mia fantasia viaggia e soprattutto la voglia di comprare tanti e tanti libri da leggere. Ovviamente il mio portafoglio puntualmente mi parla ed il “film” personale che mi sono fatta nella mente svanisce in un attimo :-) 
Per me leggere è molto importante, da scrittrice non posso non farlo, mi si spegnerebbe la fantasia perciò ogni volta che leggo un libro o un fumetto tutto il sistema si attiva, vivo la mia piccola avventura. Quante volte da piccoli abbiamo sognato di viverne almeno una?

L’ultimo fumetto che ho letto rispecchia proprio questo spirito. E’ un fantastico libro per ragazzi, si intitola “Thunder Ben” di Vanessa Cardinali (edito da Bao Publishing - collana BaBao).
Non conoscevo l’autrice ma come al solito il mio spacciatore di fumetti personale (Davide) mi ha fatto notare questo talento che per fortuna ho anche avuto l’occasione di incontrare al Lucca Comics durante il firma copie. E’ una ragazza esuberante e piena di energia e tutto questo traspare anche nei suoi lavori. Il suo è un fumetto che tutti i ragazzi in età scolare e non dovrebbero leggere, anzi lancio un appello: “Insegnanti di tutta Italia, perché non consigliate Thunder Ben come libro di lettura ai vostri studenti?”
Spero che l’appello venga ascoltato e se anche solo un insegnante leggerà questo articolo e rimarrà colpito dalle mie parole, allora mi riterrò soddisfatta!

Thunder Ben è la storia di un ragazzino curioso di scoprire il mondo,  vuole sentirsi utile, ha voglia di assaporare il gusto di un viaggio avventuroso... non privo di pericoli!
Ben e’ un comune pre-adolescente con i suoi sogni ed il desiderio di essere qualcuno, sogna di diventare un Cavaliere del Cielo, vuole proteggere il mondo che lo circonda e nel corso della storia proprio la sua audacia lo porterà a capire che la strada non è poi così impossibile da percorrere.
Durante la sua avventura Ben incontra strani personaggi fatti di tessuti e bottoni che gli spiegheranno di affrontare il viaggio con coraggio, perché ci sono amici che lo accompagneranno e non sarà mai solo, vedrà conchiglie di pasta volanti che lo aiuteranno a ”surfare” proprio in quei cieli da lui tanto desiderati.
Ciò che il protagonista vive non è un sogno, è una vera e propria avventura reale che lo porterà a capire che essere un cavaliere del cielo è davvero ciò che desidera!

All’interno di questo libro è forte il concetto che i sogni non sono qualcosa di aleatorio ed astratto bensì sono i nostri obiettivi, ciò che noi desideriamo veramente, sono parte di noi stessi.
La storia ci insegna anche che la fantasia non dovrebbe essere mai distrutta dalla realtà!

Vanessa con questo libro ha illustrato e raccontato un mondo dove le avversità vengono affrontate dal gruppo, dove un ragazzino aiuta gli adulti in difficoltà e proprio grazie a lui capiscono che devono reagire ad una realtà che sta cambiando e rendersi conto che, se non la difenderannno,  tutto potrebbe scomparire! Ben è la speranza di un nuovo futuro.

Grazie Vanessa per aver scritto un libro emozionante e per far avvicinare i ragazzi a questo mondo. Spero che Thunder Ben abbia un seguito di fan degno del suo valore.

Che dire ancora? Leggete Thunder Ben e la vostra avventura non finirà mai!

State sintonizzati perché a breve ci sarà un’altra recensione di un altro fumetto di Vanessa e Tauro (Antonio Silvestri) :-) 

Intanto godetevi una piccola sorpresa, un'intervista alla gentilissima Vanessa, che ha risposto alle mie domande, alla quale dedico un super grazie di cuore.


Domanda 1: Com’è nato il progetto Thunder Ben?

Vanessa:
Thunder Ben è nato da una forte necessità. Dopo anni passati a fare solo la disegnatrice su sceneggiature di altri, avevo bisogno di occuparmi di un progetto dall’inizio alla fine. Raccontare la storia che volevo, come volevo, senza cercare di convincere uno sceneggiatore che le balene volanti sarebbero state perfette per un nuovo libro! L’idea di base ce l’avevo in testa da un po’, ma mi mancava sempre qualcosa per focalizzarla bene. L’ultimo scoglio grosso prima di riuscire a chiudere il progetto è stato di rendere il mondo in cui Ben si perde realmente pauroso. Per quanti mostri potessi disegnare tra artigli e zanne, non mi sembravano abbastanza efficaci. Sarebbero stati sempre disegnati. Penna su carta. E questa cosa mi risultava molto debole, alcuni potevano addirittura trovarli teneri! Avevo bisogno di qualcosa di completamente diverso, di straniante, che facesse paura alla sola idea. L’idea poi di realizzare quel mondo in 3D a collage con ritagli di stoffe e bottoni è stata la svolta definitiva! Una volta superato quello, l’invio del progetto e la sua effettiva realizzazione è stato quasi tutto in discesa.

Domanda nr. 2: La categoria pre-adolescenti di solito è un pochino difficile da trattare. Tu hai deciso di dedicare loro una storia intera. E’ stato difficile?

Vanessa:
In realtà è stato parecchio semplice scegliere il target, è venuto tutto molto naturale. Per l’idea che avevo in mente: l’avventura, l’azione, il non arrendersi mai anche di fronte alle difficoltà, si addicevano  perfettamente a quel target. Pensandoci ora credo che non sarei mai riuscita a scrivere una storia per i trentenni! Forse sono io che sono ferma ai 7 anni...!

Domandar nr. 3: Ci sarà un seguito di Thunder Ben? La tradizione verrà tramandata?

Vanessa:
Sì, ci sarà un seguito. Ancora non è ufficialmente in lavorazione,  ma l'intenzione c'è. Ci sono ancora moltissime avventure da raccontare su Thunder Ben e il suo stupefacente mondo, sarebbe un peccato fermarsi adesso. Ora tutto il problema sarà riuscire a scrivere un numero 2 che sia un “L'impero colpisce ancora” e non un “Le due torri”! 

Un saluto avventuroso a tutti!

La vostra blogger,

Giulia