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venerdì 17 marzo 2017

La vita e... "Il profumo del maestrale" di Alessandra Sala

“Il profumo del maestrale” di Alessandra Sala
Edizioni il Ciliegio

A cura di Giulia De Nuccio


Ci sono giorni in cui mi sento davvero fortunata, perché vivo in una città dove posso passeggiare, odiare l’odore penetrante dello smog, comprare un gelato e permettermi di gironzolare anche la sera. Non che io viva nel paradiso della pace e della giustizia, tuttavia lo considero un posto vivibile.

Ci sono persone invece che devono guardarsi le spalle continuamente, hanno un coprifuoco tacito, non possono girare nel centro della propria città perché troppo pericoloso, pur essendo cittadini comuni. Oppure altri costretti a vivere sotto un “regime coatto” sempre controllati e senza una vera libertà, non per aver commesso dei reati, bensì perché rischiano la vita dopo aver denunciato azioni criminali, oppure per essere stati testimoni inconsapevoli di eventi malavitosi.

Ho sempre ammirato il coraggio delle persone che scelgono di fare la cosa giusta anche a discapito della propria vita e di quella della propria famiglia. Bambini, uomini, famiglie, personaggi famosi o comuni mortali, quanta gente non ha più nessuno spiraglio di libertà? In quanti vivono nella paura che possano morire da un momento all’altro?

La vita è un passaggio importante per ognuno di noi, tutti aneliamo alla tanto fantomatica serenità...

Nel mio libero peregrinare in rete un giorno mi sono imbattuta in una casa editrice e così ho pensato di inviare una mail di presentazione. L’azienda ha seguito la classica procedura che si applica ai blogger (ovvero inviare solo le schede dei libri in uscita) per poi inserirmi (con mia piacevole sorpresa) nella lista dei blogger per recensire i loro autori.

Non me lo aspettavo, lo ammetto, tuttavia ringrazio Edizioni il Ciliegio per avermi proposto “Il profumo del maestrale” di Alessandra Sala.

Ho iniziato la lettura di questo libro volutamente all’oscuro di qualsiasi informazione sull’autrice e quasi senza leggere la trama, non volevo avere nessuna influenza sulla lettura. L’argomento, anzi gli argomenti trattati sono molto delicati ed intensi.

Pietro, il protagonista, è solo un ragazzino felice di aver finito la sua giornata scolastica, ma un giorno assiste a qualcosa che nessuno vorrebbe mai vedere. L’uccisione dei suoi genitori, da parte della malavita organizzata e proprio lì davanti a lui, segna la sua infanzia e cambierà per sempre la sua vita... La scena che l’autrice descrive è molto cinematografica e trasporta il lettore in un film o serie tv che parla di crimine, infatti Pietro si ritrova in un mondo ovattato dove tutto scorre velocemente, l’unica cosa che sente è il boato degli spari e una mano che lo solleva e lo porta via da quell’orrore. Dopo quel momento Pietro vivrà lontano dalla sua terra, dal mare che ama tanto e dal profumo di maestrale che lo accompagnava nelle giornate estive.

La scrittura di Alessandra è molto asciutta e precisa, non si perde in elucubrazioni lunghe, ma va dritta al punto, tuttavia nasconde la delicatezza che si rivolge ad un pubblico più sensibile ed attento come quello dei ragazzi. Sono le parole dei personaggi che portano il lettore a scoprire lo svolgimento della storia, i loro ricordi e racconti. E’ una narrazione per piani, lentamente il lettore viene catapultato in un mondo nero, ma non catastrofico. Dietro a questo racconto, a mio parere, si cela anche l’ottimismo per una società più giusta e serena, dove i figli non dovranno subire le scelte sbagliate dei genitori e morire in giovane età in nome del dio denaro.

E’ un libro dal taglio “giornalistico”, forse in alcuni punti leggermente didascalico, ma con una narrazione che porta chiunque scelga di leggerlo ad andare avanti perché in fondo si vuole sempre arrivare alla fine.

A volte la vita reale non è così soddisfacente e amorevole come un romanzo, ma il bello di leggere significa anche, a mio parere, intraprendere un viaggio diverso dove per una volta il finale lo scegliamo noi.

Che dire ancora? Ringrazio nuovamente “Edizioni il Ciliegio” per avermi accordato la loro fiducia e per avermi permesso di leggere un piccolo romanzo ben scritto ed ideato. Spero che questo testo possa essere introdotto nella classica lista dei libri da leggere di ambito scolastico, perché storie di questo genere possono insegnare molto alla nuova generazione.

Un saluto “speranzoso” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia