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venerdì 28 aprile 2017

Recensione "La Notte dei desideri" di Federico Toninelli edito da "Nativi Digitali Edizioni"

Recensione “La notte dei desideri” di Federico Toninelli
Edito da “Nativi Digitali Edizioni”
A cura di Giulia De Nuccio


Quante notti sotto un cielo stellato siamo stati con il naso all'insù nella speranza di vedere una piccola scia di una stella cadente e abbiamo espresso un desiderio nella speranza di vedere il mondo meno nero?

Se ci fosse un contenitore per i desideri di tutti sarebbe forse l’apocalisse, un mondo fatto di libero arbitrio puro senza alcuna regola sociale, ma forse risulterebbe anche senza gabbie e vicoli dentro i quali spesso le nostre vite si infilano.

Tuttavia se per una sola notte, per un unico momento il nostro desiderio più grande venisse esaudito?  Se acquisissimo il potere più ambito da noi per poter vivere la nostra vita ideale cosa succederebbe?


E’ il quesito che si pone l’autore Federico Toninelli, fautore del libro “La notte dei desideri” . Quattro ragazzi, Alex, Rebecca, Conte e Dante si trovano travolti da questa notte, in cui la loro terra sembra catapultata in un mondo nuovo. Alex di professione fa il pompiere, dopo esser rimasto paralizzato a causa di un incidente sul lavoro riacquista l’uso delle gambe; Dante ha un potere molto pericoloso; Conte diventa talmente empatico con le persone che non solo riesce a carpirne i “poteri” acquisiti ma anche a farli suoi, sarà proprio così che trasferirà a Rebecca un dono speciale; la ragazza ha un unico grande desiderio ovvero riabbracciare Tom, pompiere anche lui e morto proprio durante un servizio svolto insieme ad Alex.

Insomma in questo libro non manca la fantasia e la narrazione a strati. I personaggi vengono presentati come fili della trama di un tessuto, intrecciati all'interno del romanzo. Questo aspetto a mio parere è molto interessante, non ho mai amato le descrizioni dettagliate e spesso didascaliche dei vari protagonisti, è così bello scoprirli piano piano leggendo!

Il libro è leggero e frizzante ma allo stesso tempo cupo e in alcuni momenti anche (detto “volgarmente”) "splatter". Non ci sono grandissimi colpi di scena, non è un libro di pura azione, tuttavia fa riflettere e ci fa capire che l’uomo lasciato troppo libero, senza alcuna regola, non è sempre in grado di gestirsi; spesso prevale l’egoismo, il proprio desiderio, senza tenere conto dell’altro. Non tutti i personaggi sono negativi, alcuni di loro nonostante “La Notte dei desideri” li abbia aiutati non utilizzeranno questo privilegio esclusivamente a loro favore.

Il libro presenta anche dei piccoli punti in cui la narrazione si interrompe con descrizioni ambientali troppo lunghe, alcuni errori sfuggiti all’editing, ma che ad ogni modo non intaccano la discreta riuscita del racconto. Una nota un pochino dolente a parer mio è la conclusione del libro, l’autore infatti ha scelto un doppio finale, una soluzione che risulta rischiosa; la “seconda” fine è stata lasciata troppo in sospeso e risulta criptica.

Ad ogni modo Federico è stato così gentile da farsi intervistare, qui di seguito la mia intervista all’autore.


Domanda nr. 1:

Ciao Federico! Grazie per aver accettato il mio invito ad una breve intervista. Parlami un pochino di te... Cosa fai nella vita? Come sei arrivato a voler scrivere un libro?
Federico:
Grazie a te! All'epoca studiavo Astronomia, ma sono sempre stato incostante nello studio e perdendomi spesso a sognare ad occhi aperti ad un certo punto ho deciso di appuntarmi le idee che mi piacevano di più... E a furia di appuntarle, venivano fuori storie più o meno belle che mi divertivo a sviluppare. Lo facevo solo per me, nessuno le leggeva e nemmeno immaginavo sarebbero mai interessate a qualcuno.
Quando mi venne quest'idea sulla Notte, prese corpo da sola tra trame e personaggi: alla fine era troppo grande per tenerla nella testa e costruì lo scheletro della storia come fosse una sceneggiatura, decidendo di svilupparla come libro solo dietro consiglio di un'amica 

Domanda nr. 2:

Gli scrittori in generale sono degli ottimi osservatori e hanno il potere di far morire o vivere i personaggi a loro piacimento, soprattutto se sono ispirati a persone realmente esistite che non stanno loro propriamente simpatiche o che hanno fatto loro dei torti. E' successo anche nel tuo libro "La notte dei desideri"?
Federico:

Chiaramente ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Se così non fosse, si potrebbe pensare che i personaggi peggiori siano ispirati a persone che ho avuto il dispiacere di incontrare.
Sarebbe buffo, eh? Quasi realistico.
Quel che posso dire, senza che il mio avvocato immaginario mi faccia segno di no con la testa, è che molti commenti sull'improbabilità di comportamenti tanto antisociali siano sempre riferiti a fatti realmente accaduti (ma puramente casuali, ricordiamolo).

Domanda nr. 3:

La notte dei desideri, a mio parere,  è anche molto metaforico, l'uomo non è in grado di gestire il libero arbitrio e poteri immensi. Come diceva una famosa frase
"un grande potere comporta una grande responsabilità". Cosa ne pensi?
Federico:

Bisognerebbe prima decidere se esista o meno, il libero arbitrio.
Ad una prima lettura i desideri sembrano prendere il sopravvento sulla realtà dimostrando l'incapacità umana di gestire perfino la propria volontà, ma è anche vero che molti "poteri" sembrano nati da desideri improbabili, se non impossibili.
Perció, c'è davvero una responsabilità o è il nostro ego umano che ci fa credere l'ombelico del mondo anche davanti ai fatti più assurdi?

Domanda nr. 4

Farai un seguito del libro "La notte dei desideri"? Hai altri progetti in cantiere?
Federico:

Difficilmente la storia avrà un seguito, almeno per quanto riguarda la pubblicazione. Purtroppo ha molti difetti dettati dalla mia inesperienza e i pochi pregi che ci sono a livello di trama sono stati ben nascosti perchè fulcro narrativo dei libri successivi. Non è detto che un giorno decida nuovamente di mettere tutto nero su bianco, ma è più facile che un'altra storia mi distragga e decida di ricominciare da zero con una nuova idea. Non mi dispiacerebbe ambientarla nell'universo dell'inferno dantesco. Resta il fatto che continuo ad appuntarmi idee e a scrivere, solo per me o pochi altri.

Domanda nr. 5:

I desideri dei tuoi personaggi sono stati molto importanti, anche se alcuni discutibili. Quale sarebbe il tuo desiderio in una notte come quella del tuo libro?
Federico:
 Essendo "desideri" inconsci, probabilmente mi ritroverei a lavorare come sceneggiatore per un film di Wes Anderson. E non potrei desiderare nulla di meglio.
Grazie ancora per la fiducia dei miei lettori, degli autori e di Nativi Digitali Edizioni che mi dona molte opportunità di scrittura. 
Un saluto "desiderato" a tutti.
La vostra blogger,
Giulia