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venerdì 16 febbraio 2018

Cara Ambramarie... di Giulia De Nuccio

Cara Ambramarie...

(di Giulia De Nuccio)


Cara Ambramarie,

Queste parole sono dedicate a te, come si faceva una volta quando si usava la carta da lettere con le buste coordinate e si stava attenti a non sbagliare perché altrimenti si buttava via il foglio. Le cose più belle di quel periodo erano l’attesa di una risposta e la sorpresa di trovare una busta colorata, scritta con sentimento nella buca delle lettere.
Questa lettera sarà virtuale, ma ti chiedo di immaginare una lettera fisica con l’odore dell’inchiostro fresco che ne completa il disegno.
Ti chiederai perché ti sto scrivendo e cosa voglio dire...
Innanzitutto voglio dirti “Grazie” perché ho riscoperto un’artista, forse fragile, ma sinceramente amorevole nei confronti dell’arte.
Con te ho riscoperto anche il piacere di ascoltare la musica così com’è, voce chitarra e verità, senza artifizi digitali.

Qualche giorno fa io e Davide - il mio compagno di vita e di avventure - siamo tornati a sentire le tue canzoni in un luogo storico per il nostro territorio, piccolo, accogliente e bello (Il birrificio italiano di Lurago Marinone). 
Eravamo proprio lì ad un passo dal palco dove tutto diventa bello e maestoso, poi ad un certo punto della serata hai raccontato un piccolo aneddoto, sei scesa dal rialzo e ti sei intrufolata tra la gente sedendoti vicino a tutti noi. Hai cantato “Scritta col veleno” senza microfono e con naturale talento, accompagnata dalle amorevoli note della chitarra di Michele...
Io mi sono accovacciata come fossi una bambina che guarda qualcuno di grande fare qualcosa di bello e difficile, ma che vuole imparare ed emozionarsi. Una piccola lacrima ha invaso il mio volto roseo e tondo.

A fine serata sia io che Davide abbiamo avuto l’audacia di avvicinarci a te, con grande nostro stupore hai riconosciuto i nostri volti, un po’ stanchi e con occhiaie vissute; ci hai abbracciato davvero come se fossimo amici da sempre, da un’ eternità.

Non mi resta che dirti ancora “Grazie”, una parola o forse un gesto che amo fare perché racchiude tutto un mondo pieno di sentimento.


Un grazie speciale va anche al locale e a Luca Ghioldi che ha aperto magistralmente la serata cantando una canzone bellissima Falling slowly colonna sonora di Once, un grazioso film che dovete assolutamente vedere...


A presto Ambra,
un abbraccio...

Giulia