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giovedì 22 marzo 2018

Anni che arrivano ed anni che passano... di Giulia De Nuccio


Anni che arrivano ed anni che passano...
Di Giulia De Nuccio

E’ proprio vero che la nostalgia si trasforma in una canaglia quando si invecchia o (per i ben parlanti) si cresce. In questo periodo mi è capitato di incontrare dopo un ventennio (accidenti quanto tempo è passato!) una mia compagna di classe e con lei sono riaffiorati tanti ricordi, alcuni buoni altri meno.
Sono stata un’adolescente ribelle a parole, ma non nei fatti. Ero spaventata dal trasgredire le regole perché non mi sentivo sicura e poi mi avevano insegnato che si doveva ascoltare chi ne sapeva di più. 
Insomma non andavo in discoteca di nascosto, non fumavo sostanze illecite e non mi cambiavo appena uscita di casa, forse ero un po’ noiosa lo ammetto, ma ero una ragazza semplice che desiderava solo stare con le sue amiche e un giorno ridere insieme a loro attraverso strambi racconti del passato.

Tuttavia mi sono venuti in mente ricordi esilaranti nella loro semplicità, per esempio la mia insegnante di Italiano del biennio che nonostante fosse una fan sfegatata di Alessandro Manzoni, non era capace di pronunciare il suo nome correttamente, forse aveva sempre fame o per lei l’autore era particolarmente attraente visto che lo chiamava “Il Manzone”...
Come non ricordare inoltre quando entrava l’insegnante di tedesco, un gendarme impassibile ed inespressivo tanto temuto che persino le “secchione” della classe pregavano di non essere interrogate.

Se scrivo, amo l’arte e ho creato questo blog lo devo anche alla mia insegnante di Italiano dell’ultimo anno: quello della maturità. Ai tempi non me ne sono resa conto subito, ma lei la mitica Carla Magnoni, mi ha fatto scoprire lo studio della letteratura e del teatro. Con lei per la prima volta sono stata in un teatro a vedere uno spettacolo moderno (“Antigone del professor Rej”), è stata l’unica a regalarmi una poesia che ho ancora appesa sulla parete di casa ovvero “Itaca” di Costantino Kavafis... Un augurio di buon viaggio... mai dono fu più azzeccato; il viaggio in ogni sua sfaccettatura è stato per me una costante di vita.

Erano gli anni novanta... anni passati che vivono ancora e si ripresentano sotto forma di ricordi che arrivano e passano...

Che dire ancora?

Un saluto “canaglioso” a tutti!

La vostra blogger,

Giulia