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Il bene mio...

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In queste sere mi sto dedicando a varie attività tra cui guardare più film interessanti possibili. Non avendo alcuna piattaforma a pagamento non ho ampia scelta, tuttavia ogni tanto riesco a vedere qualcosa di davvero bello. Il film in questione si chiama "Il bene mio" . La storia tratta di un uomo che vive da solo in un paese chiamato Provvidenza in cui il terremoto ha distrutto quasi tutto, tranne la sua casa e pochi altri edifici. In uno scenario fatiscente, Elia (interpretato da un talentuoso Sergio Rubini) vive la sua vita solitaria con apparente serenità. Tuttavia il sindaco di questa città, che nel frattempo è stata ricostruita a pochi chilometri di distanza, vuole che Elia se ne vada a tutti i costi e accetti un nuovo alloggio, forse più per il dolore di aver perso la sorella (nonché moglie del protagonista) che per senso del dovere. Elia ha perso tutto ma soprattutto ha perso l'amore della sua vita. Deciso comunque di rimanere a vivere in un luogo dove lui vede

Luoghi fantastici e dove trovarli!

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Ho sempre fatto fatica a raccontare le emozioni che provo. Purtroppo molte situazioni familiari, lavorative e personali mi hanno portato a chiudere quello spazio del mio essere che invece doveva essere sempre aperto. Quando viaggio però cerco di sbrogliare quella matassa che imprigiona una parte di me, cerco di aprire quella piccola porticina dalla quale deve uscire luce e anche entrare. Come avrete notato il fil rouge dei DiSognatori è proprio il viaggio, un elemento sicuramente ricorrente nella vita del nostro duo artistico.  Perciò ho pensato di condividere con voi luoghi, emozioni e ricordi legati ai percorsi passati aprendo una piccola e breve rubrica. Che il viaggio abbia inizio! Qualche anno fa, non ricordo quando esattamente, io e Davide decidiamo di partecipare ad una piccola fiera di fumetti e Cosplay in un piccolo borgo in Emilia Romagna: Grazzano Visconti. Dovete sapere che i DiSognatori amano i percorsi alternativi, perciò evitano rigorosamente le autostrade per intrapren

L'attesa...

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Disegno di Davide Poli Quante volte ci è stato detto: “Aspetta! Non è il momento!” ? Questa frase è stata un leitmotiv della mia infanzia e della mia adolescenza. Quando si è giovani si ha fretta di vedere luoghi, di imparare, di conoscere persone, di innamorarsi e di scoprire cosa la vita ci riserva. Non abbiamo la pazienza di osservare, aspettare e decidere. La gioventù non sempre è un buon alleato, a volte ci fa prendere strade sbagliate o scelte inappropriate per noi, solo perché siamo impazienti di vivere. In età adulta, invece, abbiamo paura di aver perso tempo, di non aver vissuto in modo abbastanza adeguato e soddisfacente, ma non abbiamo imparato che ciò che ci contraddistingue dalla frenesia giovanile è proprio l'arte dell'attendere pazientemente. Si, perché l'attesa è qualcosa che ci aiuta a ponderare, a prendere le decisioni giuste o semplicemente ci fa stare bene da soli. Per esempio quando devo recarmi ad un appuntamento di qualsiasi genere, preferisco arrivar

Le radici umane del male... The Place...

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Qualche tempo fa, non ricordo esattamente quando, ho comprato un film in dvd, uno di quelli che volevo vedere da tempo, si tratta di The Place regia di Paolo Genovese . E' la storia di quest'uomo (interpretato da Valerio Mastrandrea) che seduto al tavolino di un bar ascolta le richieste di un gruppo di persone, cerca di realizzarle ma non senza una contropartita a volte piuttosto discutibile e violenta. I personaggi sono tutti legati fra loro anche se non si conoscono personalmente. L'uomo, l'esecutore dei desideri, di cui non viene mai menzionato il nome, è inflessibile ed empatico allo stesso tempo. Ogni richiesta ha una sua contropartita che spesso è più violenta e moralmente scorretta del desiderio espresso. Ve ne cito alcune. Una moglie esasperata e addolorata dalla malattia del marito affetto da Alzaimehr chiede all'uomo di far guarire il coniuge ma in cambio lei dovrà piazzare una bomba in un locale notturno affollato e uccidere più persone possibili. Un

Una matrioska di emozioni...

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Disegno di Davide Poli Un giorno una lettrice del mio blog decide di spedirmi un piccolo pacchetto, qualcosa di suo che lei aveva apprezzato molto e che desiderava che io avessi. Non solo ho apprezzato il regalo ma anche il gesto. Credo che donare qualcosa di proprio a qualcuno, che si conosce solo a distanza, sia un atto di grande generosità! Così mi arriva questo pacchetto pazzesco, e indovinate? Era un libro! Il libro è stato scritto da Valentina D'Urbano il titolo è “Il rumore dei tuoi passi” . E' una storia di sentimenti nascosti, non detti e sepolti nel cuore oppure manifestati nel modo più sbagliato possibile con rabbia e violenza, come se l'amore fosse davvero l'alter-ego dell'odio. Una storia struggente, crudele, che però rappresenta in toto gli anni ottanta italiani, fatti di speranze ma anche di tossicodipendenza, degrado sociale, case occupate, fortezze fisiche e sentimentali erette per potersi proteggere dalle brutture esterne. Ciò che ho percepito

E-book o libro classico? Questo è il dilemma...

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Disegno di Davide Poli Vi parlo così tanto di storie, di libri, di fantasia e di scrittura, che spesso vengo canzonata (in modo bonario) con l'appellativo “storiosa”.In realtà faccio sempre finta di arrabbiarmi ogni volta che vengo chiamata così, ma questo nomignolo mi si addice, mi piace raccontare storie, leggerle e toccarle con mano!Non è un segreto che io ami i libri, quelli veri, fisici. Vi confesso che quando vado in libreria, a volte e senza farmi vedere, li maneggio e ne sento l'odore sfogliando le pagine. Sembra stravagante ma è proprio così che l'essere umano riconosce e ricorda le cose, attraverso l'uso dei sensi. Cosa succederebbe invece se i libri cartacei sparissero? E se venissero davvero surclassati dalla tecnologia, per esempio dagli E-book reader? Per quanto mi riguarda, sarebbe una tragedia! Prima di poter trarre un mio personale pensiero, però, ho cercato di capire com'è realmente leggere un libro su un supporto tecnologico. Qualche tempo fa un

La mia vita in un teatro...

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Disegno di Davide Poli C'era un piccolo teatro nella mia città, è rimasto chiuso tanto tempo, anche prima di questo pasticcio pandemico. Però c'è stato un periodo in cui finalmente aveva riaperto, sembrava fosse contento di avere nuovi inquilini. Era come se le pareti finalmente sorridessero, come se si fossero svegliate da un lungo letargo. Le tende di broccato verde scendevano disinvolte, accuratamente raccolte con un cordone dorato, forse si erano fatte belle per la riapertura. La platea invece era un po' più malinconica, ma trepidante per l'arrivo di tutte quelle persone che avrebbe accolto con grande onore e rispetto, facendole stare comode sulle poltrone di velluto. Il teatro aveva preso vita ed io insieme a lui. Ricordo ancora la prima volta che vi sono entrata, ho sentito quell'odore piacevole di stantio che solo i teatri di una certa età sanno donare e ho sentito che quel luogo in qualche modo mi apparteneva. Guardai il palco in legno pieno di chiodi e vi

Una tazza fumante di...

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Disegno di Davide Poli In questi giorni stavo pensando a quel momento della giornata in cui finalmente ci sediamo sulla nostra poltrona o divano, prendiamo il libro che abbiamo deciso di leggere e con una tazza di caffè oppure tè fumante ci immergiamo nella storia. E' come se quel piccolo fumo vaporoso ci sollevi e ci trasporti all'interno di un mondo che non ci appartiene propriamente ma che vogliamo esplorare. Non sempre decidiamo di fare viaggi piacevoli o sereni, le storie a volte sono torbide, insidiose e spiacevoli. In fondo però sappiamo che quel vapore caldo ci protegge, come un fedele amico ci permette di osservare, capire e provare emozioni inesplorate, ma senza farci cadere davvero. E' così che io vedo quel raro momento di solitudine e raccoglimento in cui esiste solo qualcosa di impalpabile ma che ci culla dolcemente. Immagino che le storie si espandano proprio tramite quell'essenza ariosa, quel profumo dolce amaro che ci accompagna e ci fa vivere per un

La magia di una storia non ci abbandona mai...

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Disegno di Davide Poli In un momento in cui la fantasia sembra schiacciata definitivamente dalla realtà io voglio invece immaginare, sognare e creare! Quando ho visto questo disegno realizzato da Davide mi sono detta che la creatività è un mondo che non può e non deve sparire. Così mi è venuta in mente “La storia infinita”... All'interno di questa storia il viaggio che il giovane guerriero Atreiu compie è volto a salvare Fantàsia, un regno meraviglioso che ogni essere vivente crea con la propria fantasia, pezzo per pezzo come fosse un immenso puzzle. Fantàsia è in pericolo, l'entità oscura “l nulla” avanza inesorabilmente distruggendo porzioni intere di quel regno. L'eroe di quel mondo immaginario, Atreiu, non è però il vero protagonista perché, in realtà, chi deve salvare davvero tutto è Bastian, il ragazzino che realmente legge quel libro e che per magia entra a farne parte. Bastian si trova dinnanzi alla scelta di cedere alla realtà oppure tornare nuovamente a fantas

Una primavera fa...

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Disegno di Davide Poli Podcast, titoli di giornale, post sui vari social network, in questo periodo recitano la stessa identica frase: “E' passato un anno dall'inizio di un incubo”. Se un anno fa mi avessero detto che non avrei potuto vedere il mio compagno per mesi interi, che mi avrebbero costretto a stare in casa e che mi avrebbero negato un futuro sereno non ci avrei creduto e invece è successo, proprio nel nuovo millennio. Ciò che non riesco a capire di tutto questo pandemonio è che dopo tutto questo tempo siamo ancora al punto di partenza. Cos'è cambiato? Abbiamo dato un nome al virus? Ci siamo occupati veramente di noi stessi? Siamo diventati migliori? Le mie sono domande retoriche con un pizzico di sarcasmo, ma temo che davvero tutto si riduca a questo, a domande senza risposta. Viviamo nell'era della più sfrenata tecnologia, la scienza sta andando di pari passo, eppure ci stiamo ancora domandando come sconfiggere un virus, uno dei tanti. Com'è possibile

Un momento di naturale serenità...

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In momenti di sconforto o incertezza ciò che desideriamo di più è passare una piccola parte della giornata (o tutta se possibile) in un luogo dove il tempo si è fermato, dove la frenesia della nostra vita non ci attanaglia la mente e dove i pensieri si placano. Pensiamo sempre che il nostro tempo debba essere organizzato al minuto e tendiamo a non avere attimi per noi. Non si tratta di ozio o dolce far niente, ma di stare per un minuto, un'ora o un giorno in pace con noi stessi e spesso sono proprio luoghi inaspettatamente belli che ci donano questo tipo di sensazione. Così, In questi giorni di semi-libertà io e Davide abbiamo deciso di scegliere un parco vicino ad uno dei laghi in zona e dedicarci a lunghe passeggiate spensierate. Era un luogo che entrambi conoscevamo da tempo e che abbiamo frequentato durante le nostre “vite passate”. Questa volta, però, è stato differente perché quel luogo l'abbiamo vissuto in modo diverso, ci ha donato un sapore più dolce e amabile.

San Valentino e i ricordi sentimentali...

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Disegno di Davide Poli Qualche giorno fa, precisamente domenica, era San Valentino. Non voglio tediarvi con discorsi storico filosofici o sulle particolari origini di questa ricorrenza che non hanno nulla di romantico ma un sapore molto più “profano”, semplicemente vorrei parlarvi del MIO San Valentino perfetto. Anni fa avremmo anelato ad un divano, una serie tv, il proprio compagno o compagna al nostro fianco e una tazza fumante di caffè o tisana. Quest'anno direi che abbiamo abusato di questa immagine considerando che è diventata la nostra quotidianità. Io vorrei raccontarvi dei piccoli momenti passati che mi hanno fatto stare bene. I miei giorni “ valentinosi ” perfetti sono stati due. Il primo è un ricordo molto bello e romantico di una vacanza in montagna, ve ne ho parlato qualche articolo fa. Vi racconto, però, un altro aneddoto legato a quella vacanza. Oltre alla neve copiosamente presente, c'è stato un ilare siparietto alla “Zelig”. Il piccolo albergo aveva anche

Il mondo della tecnologia ci aiuta davvero?

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Disegno di Davide Poli Quando ho bisogno di scrivere o di isolarmi, in genere, mi rinchiudo nella mia camera, un piccolo micro mondo che negli anni ho modificato a mia immagine. E’ un misto tra la me adulta e la me bambina, perché non ho mai voluto abbandonare quel lato semplice e fanciullesco che mi appartiene. Così utilizzo il mio letto matrimoniale “alla francese” come scrivania, vi ci appoggio il mio portatile e comincio a scrivere, dopo essermi messa le cuffie per ascoltare della buona musica rilassante.  Per fare tutte queste operazioni ho utilizzato oggetti tecnologici, senza i quali sarebbe più difficile pubblicare sul mio blog o addirittura scrivere. La tecnologia negli anni è cambiata, si è evoluta fino ad invadere in maniera prepotente la nostra vita. Le nuove generazioni non hanno idea di cosa sia una cabina telefonica, un telefono fisso, le chiamate interurbane e in alcuni casi una radio oppure una sala giochi. Che dire anche delle care lettere spedite per posta e le

Le menti in fuga non esistono più?

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Disegno di Davide Poli Mai come in questo momento stiamo vivendo attimi di totale incertezza. Non poter fare alcun tipo di progetto a lungo termine o a breve termine, a mio parere, è veramente snervante. Ho pensato tante volte di migrare verso luoghi più freddi, forse dal punto di vista climatico, ma molto più caldi per le possibilità offerte. Insomma avrei voluto far parte, in un certo senso, di quel caso sociale chiamato “ fuga di cervelli ”. Qualche anno fa questo tipo di avvenimento era considerato un vero e proprio fenomeno. Si urlava allo scandalo sociale, poiché molti giovani e non avevano deciso di migrare verso porti più sicuri e accoglienti. Purtroppo  il nostro paese è diventato un luogo stantio, paludoso, dove le opportunità spesso vengono  stroncate sul nascere o addirittura nemmeno considerate a priori. Per esempio: l’iter burocratico per chiedere un finanziamento, anche non a fondo perduto, è talmente macchinoso che chiunque decida di imbarcarsi in questa avventu

Dai Diamanti non nasce niente, dal letame nasce un fiore!

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Logo DiSognatori realizzato da Davide Poli In questi giorni pensavo a cosa scrivere e mi sono resa conto che in quest’ultimo periodo mi è successa una cosa bella e bizzarra allo stesso tempo. A marzo dell’anno scorso siamo entrati in un tunnel vorticoso e pieno d’insidie, qualcosa che nessuno di noi si sarebbe mai aspettato e che storicamente non succedeva da decenni. E’ facile farsi trasportare dal tedio del tempo, dalla noia e dal crogiolarsi in qualcosa che ci fa soffrire. Tuttavia c’è altro di cui non sempre teniamo conto, ovvero che da un accadimento increscioso può nascere qualcosa di bello, affascinante e pieno di speranza.  E’ ciò che è successo a me e Davide. Mi perdonerete, spero, se spesso coinvolgo anche lui ma, come avrete ormai ben capito, il mio compagno di vita è parte integrante di ciò di cui vi parlerò. Da un momento difficile, non solo socialmente ma anche personalmente, ha preso vita in modo concreto il progetto “ DiSognatori ”. DiSognatori è il nostro duo art

"Ozio"... un amico sincero...

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Disegno di Davide Poli Sono giorni che mi arrovello per trovare un nuovo argomento. Inutile dire che il periodo che stiamo vivendo è veramente snervante e così ogni tanto mi sento in qualche modo ferma, senza idee. Tuttavia questa volta il mio processo creativo si è svolto al contrario. In genere mi viene in mente un’idea, un argomento da affrontare e così metto tutto nero su bianco, poi Davide realizza l’illustrazione, ma per la prima volta in vita mia mi sono sentita a corto di parole. Così è intervenuto Davide che mi ha fatto una proposta alquanto allettante: lui avrebbe creato un disegno ed io poi avrei scritto una pagina sul blog. Non mi ha detto a cosa pensava esattamente, mi ha solo sottoposto la sua ultima creazione. Quando ho ricevuto l’immagine mi si è subito accesa una lampadina. I colori, i soggetti e ciò che viene rappresentato ha evocato in me una sensazione romantica e malinconica. Non importa chi siano i due protagonisti del disegno, possono essere amici, fratello e s

I pregiudizi non pagano mai...

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Disegno di Davide Poli In questi giorni di chiusura, confusioni e colori semaforici ho avuto modo di leggere e riflettere. Quest’anno i miei regali sono stati libri e ne ho ricevuti più di altri anni. Tuttavia ho anche donato e suggerito regali di questo tipo ai miei familiari, per esempio anche fumetti. Pertanto, ho consigliato ai miei genitori di donare a mio fratello minore un fumetto di Zerocalcare, per la precisione “Dimentica il mio nome”, visto che in alcune occasioni Giacomo aveva mostrato interesse proprio per questo autore. Sinceramente non capivo tutto questo interesse per l' artista in questione, vista la sua laurea in lettere, ma andiamo per ordine.   Zerocalcare non ha bisogno di presentazioni poiché ormai è piuttosto famoso sia in campo editoriale che televisivo/cinematografico. Devo premettere che ho sempre avuto una certa opinione nei suoi confronti, ovvero che fosse un bravo disegnatore e che utilizzasse il linguaggio scurrile in modo appropriato all’interno del

Siamo tutti un po' Scrooge...

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Disegno di Davide Poli E’ arrivato il fatidico momento del bilancio finale, quello che ci fa guardare al passato, al presente e al futuro. Ci sentiamo come Ebenezer Scrooge del libro “Il canto di Natale”, burberi e arrabbiati con un anno che ci ha tolto molte emozioni. Così forse, proprio come il protagonista del famoso libro, vorremmo i fantasmi dei tre “natali” possibili ovvero passato, presente e futuro per capire cosa è andato davvero storto.   A volte mi domando cosa avrei fatto se il fantasma dei miei “natali”, mi avesse comunicato che nel 2020 avrei vissuto un momento così terribile. Non so esattamente come mi sarei comportata in anticipo, ma sono sicura che istintivamente avrei cercato di avvisare tutti coloro che amo, li avrei messi in guardia sperando che non mi prendessero per pazza. Probabilmente avrei commesso il classico errore dell’eroe che vuole cambiare il destino del mondo. In questo tipo di storie lo scrittore ci comunica che il protagonista categoricamente non deve

Cosa vuoi di più dalla vita? Semplicità!

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Disegno di DAVIDE POLI In questo periodo così complicato ci stiamo arrovellando la mente per poter rimanere noi stessi. Ognuno di noi in fondo desidera solo vivere serenamente, ma quando le difficoltà si infittiscono questa piccola impalcatura rischia di crollare. Ultimamente mi sono soffermata a riflettere molto sul concetto di “semplicità” e credo che ognuno di noi debba riscoprire questo pensiero ormai quasi abbandonato. Passiamo la vita a desiderare ciò che spesso è difficile   da ottenere, costoso o irraggiungibile senza renderci conto che invece sono proprio le cose genuine ad essere veramente importanti e alla portata di tutti. Perennemente ci lamentiamo per ciò che non abbiamo ottenuto, ma non ci rendiamo conto di tutti i piccoli traguardi che abbiamo realizzato e delle piccole soddisfazioni raggiunte. Quando penso a questo concetto mi viene in mente la canzone “ Meraviglioso ” di Domenico Modugno che recita più o meno così: “Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fat

Il talento esiste davvero?

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Disegno di Davide Poli Che cos’è il talento? Con questa domanda “marzulliana”* vi propongo il pensiero di questa settimana. Quante volte avete sentito dire :“Quell’artista è un vero talento!” Ecco, vi svelo un segreto, per come la penso io: ciò che noi chiamiamo comunemente “talento” non esiste! Ci sono invece tre cose ben precise e concrete: impegno, dedizione, studio. Certo, bisogna considerare anche la predisposizione naturale per un determinato settore o disciplina, ma è solo il deterrente che ci fa scegliere una cosa piuttosto che un’altra, è una sorta di “istinto regolatore”. Mi spiego meglio... Oltre alla scrittura come sapete, ho praticato anche altri tipi di arte, una di queste (non ci crederete) è il disegno. Ebbene, c’è stato un momento della mia vita in cui la scrittura mi appagava ma volevo esplorare altri mondi, così mi sono iscritta ad un corso di disegno. Ho sempre pensato di non aver alcun tipo di velleità nei confronti di qualsiasi arte grafica, perché non ho ma

Caro Babbo Natale... C'è posta per te!

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Disegno Di Davide Poli Ho sempre amato il Natale, le sorprese, i regali. Sono nata d’inverno, e proprio pochi giorni prima della fine dell'anno. Non che per me sia un particolare vanto, ma ad ogni modo io amo il mio mese di nascita, mi piace perché mi dà il senso di accoglienza e calore. Dicembre è un periodo sempre frenetico, fatto di corse, negozi, luci e alberi adorni di qualsiasi colore e forma. Però Dicembre è anche il periodo dei desideri espressi, quelli da realizzare e quelli che si sono avverati, è il mese della speranza e dei bilanci. Io vorrei celebrarlo scrivendo la mia personale lettera a Babbo Natale   “Caro Babbo Natale,   Quest’anno ti chiederò qualcosa che non si può comprare, qualcosa che nessun negoziante potrà venderti sotto banco e che nessun elfo potrà fabbricare. Quando ero solo una ragazzina in cerca di un posto nella società, desideravo cose materiali, come scarpe “Converse”, un cellulare prestante e col simbolo della mela, una felpa Abercrombie,

Le interviste sbagliate!

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Disegno di Davide Poli "DaPo" In questi giorni di ennesima clausura coatta, mi sto sbizzarrendo a leggere ogni tipo di articolo, su qualsiasi argomento o genere di conversazione. E certe volte mi chiedo perché io lo faccia! Meglio andare per ordine. Premetto che la lettura per me è importantissima, mi interesso di recensioni di libri in generale, di film, di articoli di giornale riguardanti attualità o costume. Mi piace leggere interviste di personaggi più o meno famosi, informarmi sui social, scoprire nuove serie tv, programmi e nuovi libri o fumetti, insomma cerco di tenermi impegnata e di stare al passo con i tempi per quanto possibile. Tuttavia immancabilmente cado nella trappola dell’articolo che io definisco: “acchiappa click”. Subito dopo mi chiedo come si riesca a scrivere una serie di cose banali e scontate in poche righe. Rimango ogni giorno sempre più stupita dell’eccessivo “politicamente corretto” (metodo spesso utilizzato per sviare domande che meriterebbero

Quando un viaggio sembra casa...

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Disegno di DAVIDE POLI Avete mai provato la strana sensazione di “casa” in un posto diverso da quello abituale? Vi è mai capitato di fare un viaggio e di avere la sensazione di tornare nella vostra città o paese e non di fare una vacanza? A me si! Adesso ve lo racconto! Circa quattro anni fa io e Davide, decidiamo di utilizzare una Smartbox che ci era stata regalata. Era febbraio, faceva piuttosto freddo ma le intemperie non ci hanno mai fermato. In quell’occasione scegliamo un posto di montagna... decisione assolutamente incosciente direte voi considerando il gelo che faceva, ma a noi le sfide piacciono! Così, ci mettiamo in auto e ci dirigiamo verso la Val Masino, un luogo che non conoscevamo ma che ci avrebbe regalato un’emozione ed uno stato d’animo che non avremmo più dimenticato.   Per arrivare in questo piccolo paese,   composto solo dall’albergo/ristorante che ci ospitava e   qualche altra casa in pietra, abbiamo dovuto affrontare parecchie peripezie. L’auto di allora era a

Due non è meglio di uno!

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Illustrazione di Davide Poli Qualche tempo fa un’amica (non troppo sincera) mi disse questa frase: “Non ti preoccupare Giulia, i problemi sono solo opportunità”. E’ bello essere filosofi quando la vita ti dona solo prosperità, gioia e gaudio, ma quando invece gli ostacoli incominciano a superare i successi forse quelle che la mia “amica” chiamava “opportunità” possono andare a farsi benedire. Lo ammetto, non è un momento facile e non solo per la situazione nazionale attuale ma anche perché comincio a perdere la mia innata fiducia nel mondo e nella società. E’ come quando un attore si impegna, studia, si applica e recita al massimo della sua potenzialità... poi il sipario si apre e la platea è vuota! Come se la realtà ci deludesse sempre e non offrisse prospettive migliori ma non per colpa nostra ma per situazioni in cui non veniamo valorizzati come dovremmo. Mi sento orfana di una sensazione di benessere che invece, scusate la presunzione, ho il diritto di provare. Sapete una cosa

Il potere di un abbraccio...

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Disegno di DAVIDE POLI E’ notte e, come spesso mi accade, i pensieri girano vorticosamente nella mia testa. La musica di Einaudi suona nelle mie cuffie e abbraccia questa sera piena di parole da scrivere. Qualcuno una volta mi ha detto che è come se scrivessi su “soffici nuvole” e spesso mi sento così. In questa serata nostalgica e romantica allo stesso tempo penso agli “abbracci” quelli veri, fisici e potenti che condividiamo solo con chi amiamo davvero. Non dobbiamo mai sottovalutare il potere di un contatto così diretto, un abbraccio può contenere mille  parole sottese, difficili da esprimere, non perché negative bensì perché talmente intense che si fa fatica ad esplicitarle. Nella vita non mi sono mai davvero soffermata a pensare a questo piccolo ed intenso gesto fino a quando non ho ricevuto uno dei primi abbracci di Davide. E’ difficile da spiegare, ma attraverso quel gesto ho sentito la sua energia, i suoi sentimenti e ciò che in quel momento voleva trasmettermi. Un abbracci