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Per la rubrica "Parole in scatola legge": Harry Potter e il calice di Fuoco

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Oggi vorrei parlarvi di uno dei protagonisti del libro che sto leggendo ultimamente. Avete presente “Il calice di fuoco” della saga di Harry Potter? Oltre alla storia principale, che ormai tutti conosciamo, ce n'è una di contorno che riguarda Hermione, personaggio che per certi aspetti mi somiglia. Da ragazzina ero un po' come lei, piuttosto ligia alle regole, volevo essere notata, apprezzata e con un senso di giustizia piuttosto spiccato. Hermione in questo libro porta avanti una sua personale crociata: liberare gli Elfi domestici. Nel mondo magico di Harry Potter si tratta di creature schiavizzate dei maghi, non vengono pagati, devono sottostare ad ogni ordine del proprio padrone e perfino custodirne i loro più reconditi segreti. La giovane studentessa vuole ad ogni costo che questi piccoli esseri magici siano liberati dalle sopra elencate condizioni ingiuste e denigratorie. Questa piccola sotto-storia mi ha fatto riflettere molto... I libri sono scritti da persone e per qua

Per la rubrica "Parole in scatola legge" : Middlewest di Skottie Young e Jorge Corona

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Come molti di voi ormai sanno, la lettura è parte integrante della mia vita e non potrei davvero farne a meno... Sto leggendo veramente tanto e questo mi aiuta a capire, riflettere e creare. Stavolta vi riporto in un mondo artistico e letterario a me caro, quello del fumetto.  Questo mese è uscito il terzo e ultimo fumetto della saga di “Middlewest” scritta da Skottie Young e disegnata da Jorge Corona. Conoscevo abbastanza bene Skottie Young, l'ho apprezzato moltissimo come disegnatore nella sua prima serie di spicco “Odio favolandia” dove la simpaticissima e terribile Gert dai capelli verdi boccolosi ne combina di tutti i colori (a dir poco). Non conoscevo bene Jorge Corona, ma ho cercato informazioni e ho scoperto che è un disegnatore di tutto rispetto.  In questo specifico caso Corona è il disegnatore mentre Young lo sceneggiatore, un amalgama perfetta. Vorrei parlarvi ora delle emozioni che mi ha suscitato “Middlewest” nella sua completezza.   E' un racconto a fumetti ch

Per la rubrica "Parole in scatola" legge: La ragazza del Collegio di Alessia Gazzola - Longanesi

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In un precedente articolo vi ho parlato dell'attesa di un libro e precisamente de “La ragazza del Collegio” di Alessia Gazzola, edito da Longanesi. Con mia gioia e gaudio sono riuscita a ritirarlo e leggere la bellissima dedica che Alessia ha deciso di donarmi. Ma soprattutto sono riuscita a leggerlo in tempi record! Al contrario di come sto affrontando la lettura in quest'ultimo periodo, ovvero con grande calma e lentezza, questo libro ha preso ogni attimo libero che mi rimaneva all'interno delle giornate. Volevo sapere chi era il colpevole, come Alice sarebbe riuscita a capirlo con le sue rocambolesche indagini e soprattutto comprendere com'erano cresciuti e cambiati i personaggi. Per chi non conosce la serie letteraria nonché televisiva, Alice Allevi è un' anatomopatologa. Inizialmente comincia a lavorare come specializzanda e allieva di Claudio Conforti, tuttavia la sua spiccata curiosità e sagacia la spingono anche a diventare una sorta di “Signora in Giallo”

Per la rubrica "Viaggiando Disognando": Un Halloween pieno di bizzarri imprevisti!

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Oggetti realizzati a mano dai DiSognatori Halloween è passato ed e' stata una giornata piuttosto uggiosa, proprio in tema con lo spirito di questa festa. Non sono mai stata una gran fan delle feste mascherate, pur avendo frequentato l'ambito teatrale per tanto tempo, ma devo ammettere che Halloween ha un fascino tutto suo. Sarà per il suo lato un po' oscuro, ma in fondo chi non ha mai desiderato di essere una strega o uno stregone anche solo per una notte? Un altro elemento non trascurabile è che questo evento è uno dei pochi apprezzati e vissuti dal mio compagno che notoriamente non ama le ricorrenze in generale, tanto da non ricordarsi nemmeno del suo compleanno! E' strano forte, lo so, ma lui è fatto così! Dicevo... Halloween è stata una giornata strana, interessante e piena di imprevisti. Avevamo programmato di andare a Grazzano Visconti che, come sapete, è un luogo a noi molto caro. Poi, cosa ci sarebbe di meglio di un borgo antico come luogo per una manifestazion

Diario di Parole in scatola: Le presentazioni letterarie che mancano...

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  Sono due anni che attendiamo una parvenza di “normalità”, anche se qui ci sarebbe da disquisire sul concetto di normale ma questa è un'altra storia. Dicevo, è tanto tempo che attendo un piccolo cambiamento, una luce che mi faccia capire che gli eventi artistici possono ricominciare da zero, partire da una tabula rasa e magari migliorare. Purtroppo il mondo dell'arte, per mille motivi, si è lentamente avvicinato al declino molto prima di questo periodo funesto e come sapete per me è un gran dispiacere. Ci sono stati tanti segnali negativi negli anni; per esempio l'unione del mondo dei giochi e del fumetto accomunati alle fiere di settore quasi come se separatamente non potessero esistere, oppure il costante spoglio di certi settori letterari all'interno di librerie e biblioteche. Le persone come me però non hanno voluto dare retta veramente a questi piccoli segni. In questi giorni è uscito il nuovo libro di un'autrice che io stimo e che mi ha accompagnato negli u

Il tempo dei ricordi...

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Ci sono momenti in cui tornare indietro nel tempo è davvero facile. Basta un odore, una strada imboccata per caso che però riconosciamo oppure in questo caso un mercatino di paese. Vi ho parlato spesso della nostra (mia e di Davide) esperienza fieristica e sapete quanto mi sia mancata in questo ultimo periodo. Così, girovagando in rete mi sono imbattuta per caso in un evento di paese, un piccolo ma pittoresco mercatino di tipo etnico/naturale. Devo ammettere che inizialmente eravamo ambedue un po' scettici, avevamo paura di trovare le solite cose commerciali ayuverdiche millantate come miracoli salutisti. Invece ci siamo trovati catapultati nelle atmosfere che tante volte da standisti abbiamo vissuto, ovvero stand colorati e ben sistemati, navigati hobbysti che si sono accaparrati i posti migliori e giovani inesperti che sono arrivati in ritardo con il loro bagaglio di speranza e arte occupando un posto forse un po' troppo defilato ma comunque accattivante.  C'era ogni so

Autunno: inizio di qualcosa di speciale...

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Disegno di Davide Poli  Siamo entrati nel periodo delle foglie cadenti. I prati e i boschi sono ricoperti di un manto scarlatto che scrocchia sotto i passi dell'uomo. L'autunno è arrivato, con l'aria frizzantina e qualche pioggia di troppo ma per me è il momento di un piccolo e speranzoso cambiamento. Personalmente è una fase proficua poiché sto realizzando molte cose, sto cercando di dare vita propria ad un progetto che vi ho già presentato ma che questo mese sta facendo un piccolo balzello in avanti. Come la foglia di un albero, piano piano sto facendo il mio percorso. DiSognatori non cadrà come loro, ma volerà lentamente e con grande cautela, veleggerà come la piccola foglia che ha deciso di adornare un prato facendo festa con le sue compagne di avventura. Non è facile portare avanti sogni, progetti e desideri perché tutto sembra bloccato. A volte ho l'impressione di vivere in una di quelle sfere che si comprano in autogrill, quelle che se le scuoti per bene provoc

Quando si pensa all'essere genitore...

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  In questi giorni riflettevo sul non essere diventata genitore. Dovete sapere che io ho una particolare pazienza a trattare con i bambini che vanno dai zero agli 8/9 anni. Dopo questa età, purtroppo, non credo di essere in grado di potermi rapportare più con loro con la calma richiesta. E' sicuramente un mio limite e tutte le persone con le quali ne ho parlato mi hanno dato sempre la stessa risposta: “dici così perché non sono tuoi”. Forse, ma io credo che la questione sia ben diversa. Dopo gli otto anni scatta un meccanismo che io non riesco davvero a capire, ovvero la competizione e la strafottenza del piccolo pre-adolescente. Sembra che si accenda un fantomatico interruttore di sfida e come in un noto e famoso video gioco una voce dice: “Fight”! Parte quindi una battaglia interiore, e non, nel cercare di capire cosa sia successo nella mente di un mite bambino o bambina diventato un vulcano pieno di lava incandescente. Perciò a quell'età cominciano a cambiare idea duemila

Nostalgia di luoghi lontani...

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Oggi vi voglio parlare di ricordi d'infanzia, luoghi preferiti e un pizzico di nostalgia. Quando si è piccoli e si visitano luoghi tutto sembra immenso e magico, tanto che quando cresciamo quella sensazione ci rimane cucita addosso e ci fa guardare con nostalgia a quel piccolo viaggio. Ricordiamo tutto, rumori, odori, sensazioni di tranquillità o irrequietezza. Il nostro corpo tiene in memoria ogni piccola cosa che proviamo, insomma manteniamo una sorta di memoria cellulare. Poi un giorno, cresciamo e viviamo altre esperienze, ma per una sorta di ritorno alle origini decidiamo di tornare in quel preciso luogo che durante la nostra infanzia era il nostro piccolo rifugio dalla vita di tutti i giorni. Ora però la nostra mente è più selettiva e meno sognante rispetto al passato, i nostri occhi vedono ciò che è reale e in qualche modo perdono quella magia che il nostro corpo aveva così gelosamente conservato. Scopriamo che la gelateria che faceva gelati giganti si è trasferita e

Quando ho capito che la vita va vissuta...

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Se dovessi fare un percorso a ritroso della mia vita vorrei tornare ai miei 35 anni. E' stata un'età decisiva per me, oserei dire quella della maturità e della scoperta. Dovete sapere che quando ero solo una ragazzina ero molto rispettosa delle regole, raramente le infrangevo. Ero molto seria, ligia a ciò che era giusto fare, insomma un'adolescente veramente anomala. Certamente, avevo i miei momenti di ribellione ma mai qualcosa di estremo poiché ero sempre piuttosto controllata. Verso i diciannove anni ho cominciato a capire che potevo vivere in modo più leggero, che in fondo divertirsi non era letale o sbagliato così, nonostante le varie lamentele genitoriali, ho cominciato ad uscire più spesso, mi sono comprata un'auto di seconda mano con la quale tornavo alle tre di notte dalla discoteca e uscivo liberamente ogni volta che lo desideravo. Poi è arrivata la spada di Damocle: mi sono fidanzata con il ragazzo sbagliato (questo lo avrei scoperto negli anni avvenire) e h

Un impero non è tutto...

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Sono ferma da un po', mi sono concessa una piccola vacanza ma non ho mai smesso di pensare a cosa condividere con voi. L'altra sera stavo facendo il classico e anche un po' noioso zapping in tv quando mi sono imbattuta nel film The Founder, ovvero la storia di com'è nato l'impero del fast food Mc Donalds. La vicenda è molto semplice, i fratelli Mc Donalds sono due piccoli imprenditori. Prima di aprire un ristorante provano ad avviare varie attività ma nessuna va veramente in porto. Tuttavia il loro estro e la loro perseveranza li porta ad aprire il primo fast food nel 1954. Un giorno però un avido, abile lavoratore autonomo si imbatte nel loro fast food, riesce con grande naturalezza a farsi mostrare il locale e spiegare i segreti di una cucina facile e veloce. I due proprietari, forse un po' ingenui, condividono molto volentieri la loro esperienza con questo sconosciuto per poi accettare, in seguito, una proposta commerciale al momento molto vantaggiosa. E

Un po' di vacanza... :-)

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Disegno di Davide Poli E' stato un periodo intenso e non solo per il momento particolare che stiamo affrontando. Mi sono resa conto di quanto Parole in scatola sia importante e sia cresciuto insieme a me. E' uno spazio simpatico, semplice e pittoresco, almeno per me. Però come tutti i luoghi ha bisogno di aria, di aprire le finestre e far entrare un piccolo venticello leggero che profuma di vacanza. Per un paio di settimane Parole in scatola andrà in ferie, per riorganizzare le idee e progettare nuove avventure. Grazie per essere sempre presenti, per leggere, commentare e condividere :-) Ci risentiamo presto :-) Che dire ancora? Un saluto “vacanziero” a tutti! La vostra Blogger, Giulia

La libertà non è gratuita...

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In questi giorni si sta facendo un gran baccano di parole. Le parole fanno un rumore sinfonico, suonano armonicamente se utilizzate in modo corretto ma quando se ne abusa diventano solo baccano. Tutti si riempiono tronfi di parole come libertà, resilienza, battaglia, coraggio e speranza, ma non ne recepiscono il vero significato. Si inneggia alla libertà collettiva e individuale ma nessuno agisce davvero per ottenerle e soprattutto mantenerle. Le persone elogiano un fantomatico progresso innovativo dove la comunità può agire come desidera ma non tengono conto di ciò che invece devono offrire per la comunità stessa. Non capiscono che si stanno invece privando ogni giorno di un piccolo pezzetto di libertà. Tutto questo in cambio di un finto benessere controproducente. Chi di voi ricorda il film “7 minuti”? Un'azienda tessile viene acquistata da una multinazionale che promette di non licenziare nessun dipendente a patto che ognuno di loro rinunci a 7 minuti di pausa pranzo. Le oper

Flashforward! Un futuro "quasi" certo...

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Come sapete sono un'appassionata di cinema e serie tv. Circa dieci anni fa ho sentito parlare di una serie molto interessante ma che ai tempi non ho avuto modo di visionare. Visto che non è mai troppo tardi, dopo un decennio sono riuscita a guardarla. Si tratta di “Flashforward” Il telefilm è ambientato intorno al 2010. Un giorno il mondo intero si ferma causa un misterioso black out globale di due minuti e diciassette secondi. In ogni parte dell'universo le persone, qualsiasi cosa stiano facendo, si spengono improvvisamente. Tutto questo ovviamente provoca disastri inimmaginabili e di conseguenza milioni di vittime. Una volta risvegliati ciascuno racconterà di aver visto il proprio futuro tramite appunto un cosiddetto flashforward. Da qui parte una narrazione piuttosto complessa ed incalzante volta alla ricerca di una spiegazione riguardo al suddetto fenomeno. Si intrecceranno di conseguenza le vite di alcuni individui con lo scopo di ottenere più informazioni possibili. Ciò

Una simpatica montagna russa!

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Ci sono giorni bizzarri, allegri, noiosi, propizi, laboriosi, sfigati, fortunati o semplicemente giorni. Oggi, per me, è stato uno di quei momenti pieno di emozioni e non sempre positive. E' iniziato tutto con un risveglio piuttosto repentino, cosa che io non amo visto che ci impiego almeno dieci minuti ad alzarmi da che apro gli occhi. Suona il citofono e quando succede di mattina mi preoccupo sempre, ho paura che sia una brutta notizia. Non è una mia paranoia è che in passato mi è capitato un episodio sgradevole proprio di mattina e dopo che qualcuno aveva suonato il campanello, ma questa è un'altra storia e magari ve la racconterò più avanti. Dicevo, tutto è iniziato dal suono del citofono. Rispondo con una voce ancora assonnata e anche un po' infastidita. Ma quando sento: “Corriere, un pacco per lei” il mio volto si illumina e replico con la voce più squillante possibile: “Arrivooo!!!”.  Davanti al cancelletto mi ritrovo un piccolo pacco, piuttosto pesante ma con qualco

Gioco: una parola magica!

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Gioco! Questa parola riecheggia nella mia vita come un piccolo mantra che mi ricorda di essere spensierata e allegra. Una delle mie passioni, ebbene si, è il “gioco in scatola”. E' un mondo così vasto e pittoresco che non basterebbero cento articoli come questo per descrivervelo ma proverò a parlarvene. Spesso si pensa che i giochi in scatola siano solo Monopoly, Trivial Pursuit, Indovina chi oppure Brivido (per i più nostalgici). Non è esattamente così! Questo genere di giochi da tavolo è così famoso perché la si può trovare ovunque, nei supermercati, nei vari Toys o addirittura negli Autogrill ed è per questo che le persone identificano il gioco in scatola solo in queste tipologie. Dovete invece sapere che ci sono migliaia di fiere di settore dove, oltre alla vendita fisica di scatole da gioco, ci si riunisce intorno ad un tavolo per giocare tra sconosciuti o compagnie di amici, con l'unico scopo di conoscere nuovi svaghi e spesso si tratta anche di eventi internazionali. Lo

Friends Reunion...

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  Disegno di Davide Poli In questi giorni mi sono fatta prendere dai ricordi e per la rubrica “cinema”, questa volta, vorrei parlarvi di una delle mie serie tv preferite: “Friends”. Chi di voi non ha voluto essere uno dei personaggi di questa divertente sit com targata anni '90 alzi la mano! Erano puntate brevi ma con “freddure” simpatiche anche se non sempre comprensibili ai più, avevano il sapore dello humor inglese. Tutti abbiamo sognato di avere amicizie durature nel tempo e indissolubili davanti ad ogni difficoltà. Ogni personaggio aveva una precisa caratteristica e si amalgamavano perfettamente l'uno con l'altro. Ricordo che ammiravo Rachel perché poteva indossare con eleganza qualsiasi vestito (anche il più brutto), aveva i capelli liscissimi (cosa che io non sono mai riuscita ad avere) e rappresentava la classica donna in carriera. Phoebe invece era l'eterna ragazza scanzonata, forse un po' svampita, ma allo stesso tempo molto divertente, soprattutto mentr

La biblioteca di mezzanotte, la vita perfetta non esiste...

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Qualche giorno fa ho finito di leggere un libro che mi ha fatto molto riflettere. Si intitola “La biblioteca di mezzanotte” di Matt Haig. La vicenda narra la vita di una ragazza, Nora, insoddisfatta della sua esistenza e delusa dalle persone che la circondano che sembrano non credere mai in lei. Nora è talmente affranta da non vedere alcuna via d'uscita se non togliersi la vita, così compie un gesto veramente tragico. Da quel momento inizia la sua più surreale e fantastica avventura. Nora incontra la vecchia bibliotecaria della sua scuola che le propone di vivere tutte le vite che la ragazza non aveva avuto il coraggio di vivere e per le quali provava un profondo rimpianto. Non vi svelo il finale, lascio a voi la scelta di leggerlo e scoprirlo! Nella vita prendiamo continuamente decisioni, facciamo scelte ponderate o dettate dall'impeto del momento oppure rimaniamo semplicemente fermi. Tutto questo però ha delle ripercussioni sulla nostra esistenza e sul nostro futuro. Per ese

Una vita spericolata...

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Per la “rubrica cinema” questa volta voglio parlarvi di un film che ho scoperto per caso e dal titolo piuttosto eloquente: “Un vita spericolata” diretto da Marco Ponti. Conosco artisticamente questo regista per aver diretto dei film molto belli tratti dai libri di Luca Bianchini (scrittore che seguo con piacere), tuttavia quest'opera in particolare ha un sapore più amaro rispetto alle commedie romantiche precedenti. La trama è abbastanza semplice. Tre vite all'apparenza diverse si intrecciano per un caso fortuito. Roberto Rossi e BB (ex promettenti piloti di rally) sono due trentenni in forte difficoltà economica, Soledad invece è un'attrice molto giovane ma con una carriera in declino e di conseguenza in cerca di un riscatto. Rossi entra in banca per chiedere un prestito che ovviamente gli viene negato ma per una serie di equivoci viene scambiato per un rapinatore. Per lo spavento, un impiegato della banca consegna spontaneamente un borsone pieno di soldi a Rossi, denaro c

Una matassa da sbrogliare...

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Immagine dal Web Ho come l'impressione che stiamo perdendo il bandolo della matassa. Mi sento come quando negli anni novanta le mie cuffiette si attorcigliavano. Per qualche strana legge della fisica diventava impossibile sbrogliarle e sistematicamente si spezzava il filo del jack audio. Ai tempi mi sarei detta: “poco male, ne comprerò un paio più robusto.” Adesso però le cose stanno diventando un tantino più complicate. Non siamo in grado di acquisire una nuova vita e sembra non esistere un piano “B”, “C” oppure “D” per nessuno. Ci ritroviamo in una bolla che cerchiamo di mantenere integra ma in vano. Per quanto critica sia la nostra vita noi ci aggrappiamo a quel filo che cerchiamo di sbrogliare il più possibile ma che resta annodato e rischia di spezzarsi, noi, invece, ci proviamo e ci riproviamo ancora perché la speranza è l'ultima a morire. E pensare che un tempo criticavo proprio chi vedeva tutte le magagne della società... Qualche anno fa lavoravo a Milano in una piccola

Il pizza day: una pizza comunitaria!

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Disegno di Davide Poli Un anno e mezzo fa la mia vita è cambiata davvero tanto. Voi direte? Che novità, eravamo tutti chiusi in casa! Il mio cambiamento, però, non riguarda la società in generale ma la mia alimentazione. Dovete sapere che non ho mai avuto un buon rapporto con il mio corpo, un po' per la mia linea sempre morbida e un po' perché mi sono sempre sentita e vista diversa. Seno prosperoso, fianchi morbidi, pancetta pronunciata ben distribuiti su un metro e cinquantotto di altezza. Insomma, non proprio una modella. Tuttavia qualche tempo fa il mio peso, anche a causa della mia tiroidite cronica, è aumentato in maniera sproporzionata. Non è stato facile vedere il mio corpo cambiare così rapidamente ma proprio quando stavo per rassegnarmi ad avere una vita più limitata, trovo uno specialista che finalmente riesce ad aiutarmi. Così intraprendo un percorso alimentare equilibrato che mi ha restituito una discreta forma fisica e un sorriso più sereno. La strada è stata ed è

La ragazza del mondo: le prove della vita!

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Come già sapete ho la passione per il cinema e mi piace condividerla con voi! Proprio l'altra sera ho visto un film che si chiama “La ragazza del mondo”. La protagonista, Giulia, è estremamente religiosa e ne rispetta le regole alla lettera. Poi un giorno incontra un ragazzo e se ne innamora. Libero è un ragazzo che ha commesso molti errori nella vita ma, per Giulia, è disposto a cambiare. La ragazza, per motivi legati alla religione a cui appartiene, non rivela a nessuno il suo amore per Libero. Tuttavia un giorno i due amanti vengono scoperti e da quel momento inizia il loro calvario. Giulia viene sottoposta ad un vero e proprio interrogatorio con domande intime e dolorose a cui lei è costretta a rispondere. Libero, dal canto suo, cerca di aiutarla e la porta via da quel mondo chiuso e bigotto, ospitandola a casa sua. Saranno però costretti a scappare anche da qui poiché la madre del ragazzo li caccerà via. Il loro futuro sarà segnato. Entrambi i protagonisti sono succubi di una

Quando eravamo piccoli era diverso...

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Immagine dal Web Ultimamente chiacchierando e discutendo con amici o parenti mi capita di ripetere questa frase: “Quando eravamo piccoli, tutto questo non accadeva” oppure “Quando eravamo piccoli eravamo svantaggiati ma siamo sopravvissuti”. Questa volta vorrei affrontare un argomento spinoso e più che mai attuale ovvero ciò che nel nuovo millennio chiamiamo bullismo e che nel secolo scorso (minimizzando) spesso si definiva “ ragazzata ”. Sono sempre stata una ragazza piuttosto formosa e mai perfettamente longilinea, come avrei invece preferito apparire. Tuttavia non è mai stato un reale problema fino all'era più critica della vita di una persona: l'adolescenza. Sono approdata alle scuole medie carica di speranza e buone intenzioni. Venivo da cinque anni di scuola elementare piuttosto burrascosi e complicati, perciò cambiare luogo e compagni di avventura mi faceva sentire libera. Non è stato esattamente così, purtroppo. Proprio a causa del mio aspetto - seno prosperoso, fianc

Quello che non si ha lo si pretende...

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In questi giorni stavo riflettendo sul fatto che l'essere umano, in generale, desidera sempre ciò che non possiede senza accorgersi di ciò che invece ha. Premetto che è assolutamente legittimo lagnarsi per un progetto mancato, un rapporto sentimentale o di amicizia finito, un lavoro perso. Ma forse non dovremmo fermarci qui, forse dovremmo aprire gli occhi e osservare meglio ciò che ci circonda. La questione diventa più spinosa quando ciò che si vorrebbe ottenere riguarda cose sacrosante come lavoro o casa, ma questa è un'altra storia. Vorrei invece focalizzarmi su altro e vi faccio un piccolo esempio, una situazione nella quale mi sono imbattuta molto tempo fa e molto prima di conoscere il mio attuale compagno di vita... Quante volte ci siamo lamentati di non avere un compagno o una compagna di vita al nostro fianco? Io tantissime in passato, ve lo confesso. Però ricordo come fosse ieri che c'è stato un giorno in particolare in cui la mia visione è totalmente cambiata. Er

Il bene mio...

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In queste sere mi sto dedicando a varie attività tra cui guardare più film interessanti possibili. Non avendo alcuna piattaforma a pagamento non ho ampia scelta, tuttavia ogni tanto riesco a vedere qualcosa di davvero bello. Il film in questione si chiama "Il bene mio" . La storia tratta di un uomo che vive da solo in un paese chiamato Provvidenza in cui il terremoto ha distrutto quasi tutto, tranne la sua casa e pochi altri edifici. In uno scenario fatiscente, Elia (interpretato da un talentuoso Sergio Rubini) vive la sua vita solitaria con apparente serenità. Tuttavia il sindaco di questa città, che nel frattempo è stata ricostruita a pochi chilometri di distanza, vuole che Elia se ne vada a tutti i costi e accetti un nuovo alloggio, forse più per il dolore di aver perso la sorella (nonché moglie del protagonista) che per senso del dovere. Elia ha perso tutto ma soprattutto ha perso l'amore della sua vita. Deciso comunque di rimanere a vivere in un luogo dove lui vede